HomeFerraraCronacaSummer Festival, nuovo atto. Il Tar dice sì ai concerti: "Ma con limitazioni orarie"Ritenute fondate dai giudici le richieste dei residenti sulla durata della musica. E dagli atti spunta la volontà del sindaco di trovare nuova location per il 2027. .Un’immagine spettacolare dall’alto di una piazza Ariostea piena di gente durante il Summer FestivalRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciIl Ferrara Summer Festival prosegue, ma con una serie di prescrizioni e riduzioni di orario previste già a partire dall’evento di questa sera. Così ha stabilito il Tar che, nell’udienza dell’altro ieri, ha accolto in sede cautelare l’istanza presentata dai residenti di piazza Ariostea. L’atto, depositato con il supporto degli avvocati Francesco Vinci e Alessandra Palma, metteva nel mirino il rispetto delle normative regionali e le autorizzazioni in deroga relative alla rassegna in corso all’ombra della statua dell’Ariosto (e forse l’ultima in quella sede, visto quanto emerso nel corso del procedimento). Dopo la bocciatura dell’istanza urgente, i giudici amministrativi hanno valutato le richieste degli abitanti, ritenendole fondate almeno per quanto riguarda le limitazioni orarie. Una pronuncia, per i difensori dei ricorrenti, "che mette a nudo la palese illegittimità della gestione amministrativa locale". Secondo Vinci e Palma i giudici amministrativi hanno "pienamente recepito le censure sollevate, mettendo nero su bianco che il ricorso è ‘assistito da numerosi elementi di fumus boni iuris’, ossia si poggia su basi solidissime. È emerso in modo evidente - aggiungono - come il regolamento comunale preveda limiti acustici e temporali totalmente arbitrari e difformi da quelli regionali". Il regolamento comunale, si legge infatti nell’ordinanza cautelare del Tar, "prevede limiti fortemente diversi da quelli previsti dalla giunta regionale: il numero dei giorni di deroga ammessi per ciascun sito risultano aumentati" dai tre previsti dalla normativa regionale del 2002 "a venti, e la durata è prevista sino alle 24 e per un monte ore complessivo giornaliero di 13 ore per ciascun evento, contro le quattro previste" dalla legge emiliano-romagnola. Il tribunale, spiegano ancora i difensori, ha poi evidenziato la "totale assenza di motivazione da parte del Comune sia nell’esercizio di tale potere regolamentare, sia nelle ulteriori deroghe concesse per il festival, che consentivano picchi intollerabili fino a 80 e 95 decibel".