Certo la situazione era già calda. E ripetiamo, non solo per le condizioni meteo di cui si è detto. Perché sono bastate le prime note d’apertura per galvanizzare la grande arena anconetana a cielo aperto. Sonorità che strizzano l’occhio al punk per una versione adrenalinica di "Vado al massimo". E una scarica notevole per cominciare: "Ancona, tutto bene?". Se vogliamo quel boato del giorno prima, martedì, è stato ancora più forte, ieri sera. Per il bis del "Komandante" al Del Conero. Pungente, ironico, unico. Per questo leggendario. Accolto da re (qual è) dagli oltre 30mila, prima di andare a chiudere il tour estivo a Udine. Un antipasto di quel "Giubileo di Vasco", per i cinquant’anni di carriera, che lo attende a Roma l’anno prossimo. Cambio di outfit, rapido, resta solo la t-shirt nera per una "Una nuova canzone per lei". Con un assolo monumentale alle chitarre di Stef Burns, che porta gli spettatori in un’altra dimensione e più in avanti rispecchierà fedelmente il nome di un brano. Letteralmente, "Stupendo".

Festa è stata, festa è continuata anche nella seconda magica notte di Vasco Rossi. Tornato qui, in un luogo che apprezza molto. "Noi siamo Ancona qua", invece recitano alcune magliette gialle che coniano (in parte) il ritornello di una canzone. Che non c’è, vero, in scaletta. Ma qualunque canzone sia, non importa: si canta, si canta e basta. Dai più piccini agli adulti. Ci si scatena e ci si diverte: "Coincidenze?", dirà su "Alibi". Torna la giacca in pelle scura: "And now, rock’n’roll", anticipa prima di "Sono ancora in coma". Se il primo appuntamento nella Dorica era stato "fantastico", parole di Vasco in un post su Facebook, perché "stravissuto e stragoduto", ha poi aggiunto: "Abbiamo fatto esplodere di gioia e di rock lo stadio Del Conero. Che caldo e che calore. Siete un popolo straordinario". Il popolo del Blasco.