HomeRavennaCronacaChiusa l’indagine. Per l’ex sindaco di Cervia si va verso il processo per maltrattamentiLa procura ha notificato l’avviso di conclusione indagine a Missiroli. La decisione è arrivata dopo l’ordinanza del tribunale di Bologna. secondo la quale sussistevano i gravi indizi.Mattia Missiroli, ex sindaco di Cervia (Foto Giampiero Corelli)Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciGli vengono contestati diversi maltrattamenti in famiglia ai danni della consorte, da cui si sta separando, fino all’episodio del 5 dicembre scorso con accesso in ospedale e apertura d’ufficio del fascicolo da codice rosso. La procura ha notificato ieri pomeriggio all’ex sindaco di Cervia - l’architetto 44enne Mattia Missiroli - l’avviso di conclusione indagine, atto che di solito precede la richiesta di rinvio a giudizio. Secondo l’accusa, le azioni attribuite al 44enne sono aggravate dall’averle compiute davanti a familiari minorenni. Non figurano invece le lesioni (7 giorni di prognosi) per le quali non c’era stata querela.
La decisione di imprimere una svolta all’inchiesta, è arrivata all’indomani dell’ordinanza con la quale il tribunale di Bologna ha spiegato non solo la ragione per la quale aveva rigettato l’appello della procura di Ravenna contro l’ordinanza con cui il gip Janos Barlotti il 19 dicembre scorso aveva detto no alla custodia cautelare in carcere per il 44enne. Ma è pure entrato nella questione più importante: quella che punta diritto al tipo di reato contestato. In particolare per i giudici felsinei la fine della "convivenza ’nociva’" tra i due coniugi, aveva sì fatto "venire meno le esigenze cautelari" in merito al "pericolo di reiterazione". Ma, come così aveva sostenuto l’accusa, sussistono "i gravi indizi di colpevolezza in ordine al reato di maltrattamenti". Un quadro cioè di tenore differente da quello tratteggiato dal tribunale di Ravenna secondo cui i dissidi da separati in casa dei due, restavano invece sotto alla soglia dei maltrattamenti in famiglia. Una soglia squisitamente tecnica: lo stesso gip aveva sottolineato di non volere "sminuire quanto riferito" dalla donna, tutelata dall’avvocato Giovanni Scudellari: ma non gli sembrava che si fosse trattato, "neppure a livello di gravità indiziaria", di quel quadro di vessazioni "intollerabili e abituali" richiesto per potere contestare il reato in questione. Pure il tribunale bolognese ha dato atto che "la ’sostanziale’ attendibilità delle dichiarazioni della parte offesa viene riconosciuta anche dal gip sulla scorta della documentazione medica e fotografica prodotta a riscontro degli episodi di violenza fisica denunciati" dalla donna. Tuttavia in quanto ai maltrattamenti, in fase cautelare - ha sottolineato il collegio felsineo presieduto dal giudice Gianluca Petragnani Gelosi - è sufficiente "un giudizio di qualificata probabilità sulla responsabilità dell’indagato" che "poggi sulla "nozione di gravità indiziaria" senza "richiedere la precisione e concordanza degli indizi". Il resto "sarà oggetto di disamina in sede di giudizio di cognizione piena". Eccoci arrivati dunque all’avviso di conclusione indagine.






