"Guardami negli occhi e dimmi la verità prima che sia la storia stessa a presentarti il conto". La mamma di Pamela Mastropietro, la 18enne romana violentata, uccisa e fatta a pezzi a Macerata nel 2018, chiede un altro incontro ad Oseghale, il nigeriano condannato all’ergastolo per l’omicidio della giovane romana. È stata la stessa Alessandra Verni, a rendere pubblica la lettera nella quale sottolinea che la sua "è una ricerca di verità e giustizia, non di vendetta. Per questo ti chiedo un nuovo incontro diretto, io e te, fuori da ogni percorso di giustizia riparativa e senza mediatori. Se accetti, puoi fare tu stesso richiesta formale alla direzione del carcere o al magistrato di sorveglianza. Il colloquio avverrà nel pieno rispetto delle regole e sotto la stretta vigilanza della polizia penitenziaria. L’esito di questo invito definirà la tua reale condotta". Verni, che aveva già incontrato Oseghale l’anno scorso, chiede al garante che "venga redatta una relazione ufficiale da inserire nel tuo fascicolo personale al magistrato di sorveglianza, documentando formalmente la tua reazione a questa richiesta. Se rifiuti o se sceglierai di non rispondere: il tuo rifiuto o il tuo silenzio saranno la conferma definitiva che il nostro colloquio del 7 marzo 2025 è stato solo una recita di convenienza per ottenere benefici carcerari". Secondo Verni, una "mancata risposta attesterà la tua totale chiusura, l’assenza di un autentico pentimento e l’inutilità dei percorsi rieducativi intrapresi finora. Se accetti: l’incontro avrà valore solo se dirai tutta la verità e farai i nomi dei complici. Se accetti solo per ribadire reticenze e versioni di comodo, dimostrerai che per te è inutile qualsiasi ulteriore percorso rieducativo. Sappi che la mia ricerca non si ferma: la verità sta comunque emergendo. Questo incontro è la tua ultima opportunità per dimostrare un briciolo di dignità".