MESTRE - Mocio e scopettone non bastano ad asciugare nulla, tanta è l'acqua che continua a scendere da giorni dal soffitto del nuovo tunnel da 8 milioni di euro della stazione di Porto Marghera, sotto via della Libertà. Acqua limpida, che sembrerebbe quasi sgorgare da una tubatura, ma che probabilmente arriva proprio da quella falda scoperta durante lo scavo della galleria, che si è "gonfiata" a causa dell'alluvione di giovedì scorso. Ed ora le Ferrovie corrono ai ripari richiamando l'impresa che ha realizzato l'opera, e che dovrebbe intervenire già nei prossimi giorni.

Le riparazioni Ieri mattina sono arrivati i tecnici di Rfi nel tunnel ciclopedonale che, oltre ai binari, collega via Paganello al Vega per chi si muove a piedi o in bici tra Mestre, Marghera e Venezia. Ad occuparsi del danno sarà una ditta incaricata dall'impresa D'Auditorio Costruzioni di Teramo che aveva completato la galleria a fine 2023 (dopo aver superato alcuni ostacoli come le infiltrazioni per la falda d'acqua a circa tre metri di profondità), anche se il collegamento è di fatto ancora un cantiere aperto perché mancano gli ascensori e l'apertura delle scale verso i binari dello scalo utilizzato da tanti pendolari e studenti.Dai primi rilievi sembra essere confermata l'origine della maxi-infiltrazione dalla falda, con l'acqua che penetra copiosa attraverso uno dei giunti della "scatola" in cemento armato realizzata sotto a via Libertà. Ma quello da cui fuoriesce un continuo getto d'acqua, tenuto a bada solamente grazie al funzionamento delle pompe, non sarebbe neppure l'unico punto critico, visto che ci sarebbero già un altro paio di macchie di umidità lungo la galleria.I controlli dell'impresa saranno dunque più che mai necessari, mentre il passaggio di cicli e pedoni ora avviene comunque dalla parte opposta della perdita, con il pavimento ricoperto da uno strato d'acqua. Le opere per sistemare il tunnel comporteranno probabilmente un ulteriore slittamento dei tempi di apertura completa della galleria che andrà a sostituire quella "storica" (anch'essa invasa dalle infiltrazioni) della stazione di Porto Marghera. A fine luglio, in occasione dell'inaugurazione della stazione ferroviaria "Mestre Olimpia", il responsabile Ingegneria e investimenti stazioni di Rete Ferroviaria Italiana, Antonello Martino, aveva annunciato l'attivazione degli ascensori sui due lati entro la fine di questa estate e, per fine anno, il completamento delle banchine dei binari della stazione di Porto Marghera, con la conseguente apertura degli accessi dal nuovo sottopasso. Oltre agli ascensori, attualmente manca ancora la copertura della rampa discendente da via Paganello, a lato dello Scafo Club, senza contare che l'intera ex area di cantiere è abbandonata ed è diventata un parcheggio per i pendolari. E tutto mentre il Comune, sia sul lato di Mestre che su quello del Vega, ha completato da tempo le piste ciclabili e i marciapiedi per chi si muove su questo snodo tra la città, Porto Marghera e Venezia.