<p>La Sicilia prova a cambiare passo sulla spesa dei fondi per lo sviluppo e la coesione e si colloca ai vertici nazionali per attuazione del Fsc 2021-2027.
Secondo il bollettino di monitoraggio della Regione Siciliana, elaborato sulla base dei dati del ministero dell'Economia e delle Finanze e aggiornato a giugno, l'Isola è prima in Italia per pagamenti, con 253 milioni di euro, e seconda per impegni, pari a 706 milioni, con uno scarto minimo dalla prima posizione.</p><p>Il dato assume particolare rilievo se rapportato alla dimensione dell'Accordo di coesione sottoscritto con il governo nazionale nel maggio 2024 e reso pienamente operativo solo alla fine dello stesso anno.
Alla Sicilia è stata assegnata una dotazione complessiva di quasi 5 miliardi di euro, la più consistente tra le Regioni italiane, destinata a infrastrutture, ambiente, risorse idriche, mobilità, competitività delle imprese e servizi.</p><p>Nell'arco di un anno gli impegni sono passati da 303 a 706 milioni, con una crescita del 133 per cento.
Ancora più marcato l'incremento dei pagamenti, saliti da 30 a 253 milioni, pari a un aumento del 743 per cento.
Numeri che, secondo la Regione, certificano l'accelerazione impressa alla macchina amministrativa e alla capacità di trasformare le risorse programmate in cantieri, forniture e interventi già in fase di esecuzione.</p><p>L'avanzamento riguarda anche le procedure attuative.












