PORDENONE - Una violenta lite domestica sfociata in violenza. Un trentatreenne colombiano ha rischiato una condanna tra i 25 e 30 anni di reclusione per sequestro di persona a scopo di coazione, resistenza e lesioni a cinque poliziotti della Squadra Volante. Una perizia psichiatrica ha stabilito che la sua capacità di comprendere e di autodeterminarsi era gravemente compromessa al momento dei fatti a causa dei suoi disturbi della personalità. Non è imputabile e ieri il gup Milena Granata lo ha assolto e ne ha disposto la scarcerazione. Il dottor Giuseppe Geppini, nominato dallo stesso giudice nell’ambito del processo celebrato con rito abbreviato e, su richiesta dell’avvocato Alessandro Magaraci, condizionato alla perizia psichiatrica, ha ravvisato il pericolo di reiterazione del reato e giudicato l’uomo socialmente pericoloso in assenza di una terapia specifica. Per questa ragione è stata applicata per due anni la misura di sicurezza, in questo caso la permanenza in una Rems (Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza). Lo stesso pm Federico Baldo si era associato alla richiesta di perizia psichiatrica ritenendo che fosse un aspetto da valutare.

La vicenda

I fatti risalgono al 6 giugno 2025. L’uomo, in grosse difficoltà economiche dopo un periodo di detenzione di 4 anni e mezzo, aveva difficoltà a reinserirsi. Doveva provvedere al figlio di otto mesi e, assistito dai Servizi sociali, aveva ottenuto una sistemazione all’Albergo Naonis di Cordenons. Quella sera scoppiò una lite con la compagna. Fu chiesto l’intervento della Polizia di Stato nel timore che la situazione potesse degenerare. Il 33enne, che di quei momenti non ricorda nulla, si fece scudo con il bimbo. «Se non ve ne andate - disse rivolto ai poliziotti - gli taglio la gola». Stringeva in mano un cacciavite, che lasciò cadere a terra per poi raccogliere dal pavimento un coltello e puntarlo alla gola del piccolino, che teneva in braccio con la schiena appoggiata al suo petto. Nelle concitate fasi dell’intervento l’uomo ha anche tentato di afferrare la fondina con la pistola di ordinanza di uno degli agenti. Una situazione delicatissima, l’uomo era fuori di sé, ed era stato placato soltanto con l’uso dello spray urticante.