Centinaia di auto e decine di bus, con a bordo migliaia di haredi, ebrei religiosi ultraortodossi, si sono diretti ieri al carcere numero 10, vicino a Kfar Yona, per protestare contro il servizio militare obbligatorio e l’arresto di alcuni renitenti alla leva. In quel carcere finisce infatti buona parte dei giovani che rifiutano la coscrizione che, invece, quasi tutto il mondo politico e ampie fasce della popolazione israeliana vorrebbero estendere anche ai giovani religiosi. È stata una delle più grandi mobilitazioni organizzate dagli ultraortodossi e una prova di forza nei confronti dell’establishment politico. Si sono registrati tafferugli, incidenti, blocchi stradali e caos sulle strade.
II leader della protesta hanno minacciato di prolungare la mobilitazione fino a quando non sarà approvata la nuova legge, in cantiere da tempo, che nelle loro aspettative dovrà garantire l’esenzione a gran parte dei giovani haredi e prevedere un arruolamento minimo. Legge che il premier Netanyahu, alleato dei partiti ultraortodossi, non è riuscito a far approvare a causa dell’opposizione all’esenzione che si registra anche nel suo partito, il Likud, e nel resto della maggioranza di estrema destra. Inoltre, i vertici militari, a partire dal capo di stato maggiore Eyal Zamir, insistono per un arruolamento significativo dei giovani haredi, in modo da fornire più soldati alle guerre che Israele conduce su più fronti.












