Sono migliaia gli ebrei ultraortodossi impegnati in una protesta fuori dalla prigione di Beit Lid a Natanya, nord di Tel Aviv. All’interno, tra i detenuti, alcuni studenti di yeshivot (scuole di studi ebraici) disertori della leva militare. Erano stati arrestati nei giorni scorsi. Cinque - secondo il Times of Israel - i manifestanti fermati dalla polizia. Altri otto hanno riportato ferite. Un’ampia protesta che già dal mattino ha bloccato il traffico in entrambe le direzioni sulla Strada 4, a est di Tel Aviv, proprio durante l'ora di punta mattutina. Una protesta degenerata in episodi di violenza che ha visto la polizia utilizzare granate stordenti e manganelli per disperdere i partecipanti. Secondo quanto riporta il quotidiano israeliano, il comandante della stazione di polizia di Bnei Brak, il sovrintendente capo Yuval Shavit, sarebbe stato ripreso in video mentre strappava i pantaloni di un uomo ultraortodosso mentre lo trascinava fuori dalla carreggiata.Dopo gli scontri, la fazione di "Jerusalem Faction" che aveva organizzato la protesta a sorpresa ha minacciato di ricorrere all'Alta Corte di Giustizia denunciando una presunta "applicazione selettiva della legge" nei confronti dei manifestanti haredi. L'organizzazione ha accusato quella che ha definito la "polizia di Ben Gvir" di agire con "violenza umiliante e incontrollata contro i manifestanti, utilizzando metodi duri e scioccanti che violano le norme legali".Al centro delle rivendicazioni ci sono le trattative tra Netanyahu e i partiti ultraortodossi per mantenere l'alleanza in vista delle prossime elezioni per la Knesset previste per l'autunno. Tra le proposte, una che prevederebbe una moratoria di un anno agli arresti dei disertori, fino alla definizione di una legge sull'arruolamento che passerebbe di mano alla prossima legislatura.