Dire furiosi è poco: al ministero della Difesa sono letteralmente imbestialiti. Le parole del segretario generale della Nato Rutte sui 500 voli americani partiti dalle basi italiane rischiano di provocare una tempesta politica in Italia. Comunque danneggiano seriamente l’immagine di una Giorgia Meloni “craxiana”, decisa a difendere la sovranità dell’Italia. Rutte prova a spiegare la dichiarazione incendiaria come un modo amichevole per difendere l’Italia dalle critiche di Trump. Non ci crede nessuno. La sensazione a Roma è che si sia trattato piuttosto di un tentativo di ingraziarsi il presidente assicurandogli la fedeltà della Nato. Senza preoccuparsi dei danni collaterali.

CROSETTO RISPONDE senza mandarla a dire: «Sorprende che il segretario della Nato faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace. Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte». L’opposizione ovviamente incalza, chiede al governo di chiarire in aula. Bonelli annuncia un’interrogazione, vuole l’elenco completo dei voli americani e delle relative date. Dal ministero assicurano di essere pronti, se necessario, a fornire tutta la documentazione. Il ministro ribadisce: i trattati sono stati rigorosamente rispettati, sono state autorizzate solo «attività di natura tecnica e logistica, non cinetica», pertanto «le dichiarazioni dell’on. Bonelli non hanno alcun fondamento».