Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiIl Consiglio di Stato ha messo la parola fine sulla vicenda legale che ha visto contrapporsi la collecting Artisti 7607, la società streaming Netflix e l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni: ha definitivamente respinto l'appello promosso dalla società che rappresenta circa 3.500 artisti (attori, interpreti, doppiatori), confermando le precedenti decisioni di Agcom e Tar e chiarendo i confini degli obblighi informativi tra piattaforme e intermediari in tema di diritti connessi al diritto d’autore. Netflix

Una vicenda iniziata nel 2021 con la segnalazione di Netflix all’Agcom

Tra il 2021 e il 2022, Artisti 7607 aveva segnalato Netflix all'Agcom, accusando la piattaforma di non aver comunicato (o di averlo fatto con enorme ritardo) i dati cruciali per calcolare i compensi relativi ai diritti connessi al diritto d'autore per attori e interpreti: visualizzazioni, ricavi e numero di abbonati. Nel 2023, tuttavia, l'autorità aveva deciso di archiviare la posizione di Netflix. L'Agcom, infatti, aveva rilevato che la stessa Artisti 7607 era inadempiente: non aveva comunicato a Netflix le proprie tariffe né i dati sulla sua reale «rappresentatività» (la quota di mercato sul catalogo Netflix). Senza questi dati preliminari, l'obbligo di Netflix era sospeso. Così, l'Agcom aveva optato per una pura «moral suasion», invitando le parti a sedersi al tavolo e negoziare in buona fede.