Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiNon c'è pace fra gli attori italiani e i broadcaster/streamer in tema di compensi spettanti agli artisti per l'utilizzo delle loro opere. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti appena chiuso la procedura con cui ha stabilito quanto dovrà versare per il periodo 2021-2024 Rti-Mediaset ad Artisti 7607, la collecting society nata nel 2013 in seguito alla caduta del monopolio sui diritti connessi fondata tra gli altri da Elio Germano, Neri Marcorè, Cinzia Mascoli e Claudio Santamaria. Neri Marcorè
L'Agcom ha dato ragione a Rti su tutti i fronti e in particolare sul modello di calcolo dei compensi che così, secondo Artisti 7607, risulterebbero molto inferiori rispetto agli accordi passati, conclusi in virtù di un decreto del 1945 e di fatto tramite negoziazioni dirette.
La collecting: calcolo che non rende giustizia
«Avevamo una grande aspettativa sulla pronuncia dell'Agcom», ha detto Neri Marcorè, nel consiglio di amministrazione di Artisti 7607, «eravamo curiosi di capire come si sarebbe espresso un arbitro che dovrebbe avere riguardo della parte più debole del rapporto negoziale, ovvero gli attori, soprattutto a fronte del continuo incremento dello sfruttamento delle opere a cui hanno partecipato. Gli attori, cui la legge riconosce un compenso adeguato e proporzionato, ottengono al contrario un compenso irrisorio e ciò nonostante i ricavi che ottengono i broadcaster. Per questo la base di calcolo proposta da Rti e ritenuta congrua dall'autorità non rende giustizia al nostro lavoro».







