Comune. 25 giugno 2026 alle 00:12Connessi all’Aula da remoto, mozione di Irene Melis richiama al decoro

Il dibattito politico si accende su un punto che va oltre le forme: il senso stesso della dignità delle istituzioni e il modo in cui chi le rappresenta esercita il proprio ruolo. Ad alimentare la discussione a Nuoro, l’ultimo Consiglio comunale con collegamenti da remoto ritenuti da più parti “non consoni”, la presenza di profili anonimi nelle connessioni online e la segnalazione della consigliera Buffoni di offese da un profilo fake, che ha alimentato il confronto sulla necessità di regole più chiare e stringenti per garantire trasparenza, riconoscibilità e decoro nelle sedi istituzionali. In questo clima arriva la mozione della consigliera di maggioranza Irene Melis, che propone l’adozione di un Codice Etico per i politici nuoresi. Un’iniziativa per dare un significato di “presenza” istituzionale nell’era della partecipazione da remoto, tra esigenze di accessibilità e necessità di garantire serietà, identificazione e corretto svolgimento dei lavori.

Il nodo del decoro

La proposta si fonda su un principio chiaro: il rispetto delle regole non può essere ridotto alla sola legalità formale. Richiama gli articoli 54 e 97 della Costituzione, insistendo sul dovere di disciplina e onore, trasparenza e buon andamento della PA. Al centro l’idea che l’amministratore debba mantenere standard più elevati rispetto al semplice rispetto delle norme, assumendo comportamenti improntati a «integrità, sobrietà e responsabilità, anche nella sfera comunicativa e nei rapporti tra colleghi». Un codice etico che interviene sulla vita istituzionale: conflitti di interesse, trasparenza, rapporti con i cittadini, rifiuto di clientelismi e attenzione al linguaggio politico. Ma soprattutto sulla condotta degli amministratori dentro e fuori le sedi istituzionali, compreso l’uso dei social network e degli strumenti di comunicazione digitale. Il principio guida «il rispetto reciproco e della tutela dell’immagine delle istituzioni, con il rifiuto di linguaggi aggressivi, discriminatori o lesivi». Si parla dell’utilizzo di un abbigliamento consono, di non usare comunicazione (anche social) per offendere, avere una condotta moralmente rigorosa e decorosa, evitare comportamenti indecorosi, uso di droghe, dentro e fuori le istituzioni per non compromettere l’immagine pubblica.