Nella Villa dei papiri durante gli scavi del 1700 furono ritrovati centinaia di rotoli carbonizzati e impossibili da aprire e leggere. Adesso una AI ci è riuscita

Per quasi duemila anni è rimasto arrotolato, carbonizzato e illeggibile. Ora, grazie all’intelligenza artificiale, gli studiosi sono riusciti a “srotolare” virtualmente un antico papiro danneggiato dall’eruzione del Vesuvio del 79 d.C. e a recuperare oltre un metro di testo che era rimasto nascosto per secoli.

Il risultato riguarda il papiro noto come PHerc 1667, uno dei rotoli provenienti dalla Villa dei Papiri di Ercolano, sepolta insieme a Pompei dall’eruzione che devastò l’area costiera della Campania. Secondo quanto riportato dal Guardian, i ricercatori sono riusciti a leggere venti colonne di testo senza dover aprire fisicamente il fragile reperto, operazione che in passato aveva spesso provocato la distruzione dei documenti.

Un papiro sopravvissuto al vulcano

I papiri di Ercolano costituiscono una scoperta unica al mondo. Tra il 1752 e il 1754, durante gli scavi della Villa dei Papiri, vennero recuperati centinaia di rotoli carbonizzati. Per secoli gli studiosi hanno tentato di leggerli, ma il calore dell’eruzione li aveva trasformati in fragili cilindri carbonizzati che si sgretolavano al minimo contatto.