<p> </p> <p>Il <strong>prezzo</strong> non è più il solo parametro a determinare la scelta del fornitore di energia.

Lo dice la ricerca <em>Open Finance e servizi innovativi per il settore Utilities</em>, realizzata dall’Osservatorio Fintech & Insurtech del <strong>Politecnico di Milano</strong> per Fabrick su un campione rappresentativo di 518 consumatori italiani: il primo dato che emerge è che il 64% degli intervistati non cambierebbe automaticamente operatore di fronte a una <strong>tariffa più conveniente</strong>, se il proprio fornitore aggiungesse a <a href="https://www.milanofinanza.it/news/elettricita-futura-il-dg-boneschi-basta-allarmismi-sulle-bollette-italiane-202606182256444576">luce & gas</a> anche servizi digitali e finanziari di valore aggiunto.

Più nel dettaglio, il 29% degli intervistati resterebbe comunque con il proprio operatore grazie a strumenti utili per gestire <strong>spese e consumi</strong>; il 35% valuterebbe un passaggio solo a fronte di un’offerta equivalente anche sul piano dei servizi.<span contenteditable="false"> </span> </p> <p><script type="text/atex-pi">ATEX_TAB</script> </p> <p>Il bollettino resta il metodo più usato per pagare le utenze (36%), davanti alla domiciliazione bancaria (34%) e al pagamento con carta su sito o app (15%).