C’è un passaggio della prefazione di Daniela Fumarola al nuovo libro di Giorgio Merlo, “Il cattolicesimo sociale, la Cisl, Franco Marini” (Edizioni Lavoro), che coglie con precisione uno dei nodi più trascurati del dibattito pubblico contemporaneo: «Senza culture politiche, senza corpi intermedi, senza una solida infrastruttura sociale, la democrazia si indebolisce».

Non è una citazione nostalgica. È un richiamo all’attualità.

Domani in Senato il volume sarà presentato alla presenza dell’autore, di Fausto Bertinotti, di Agostino Giovagnoli, del senatore Dario Franceschini e della stessa Fumarola, segretaria generale della Cisl.

Un appuntamento che rimette al centro una domanda che attraversa la politica italiana da almeno vent’anni: chi rappresenta oggi il lavoro e quale spazio resta per la mediazione sociale?

Merlo sceglie di affrontare la questione attraverso la figura di Marini.