Caro Aldo,ho letto il suo articolo su Messi. Ma secondo i suoi stessi criteri il più forte di sempre è Maradona. Estetica incorporata nella sofferenza congiunta con la volontà di sostenere i worst off...Sebastiano Maffettone
Caro professore,Diego Armando Maradona è fuori classifica. Lo dice anche Lele Adani, che pure idolatra Messi, ma aggiunge: «Da quando è morto Maradona non c’è giorno che non lo pensi». Maradona è impossibile da valutare con il metro puramente sportivo, perché appartiene al mito. Maradona non soltanto ha fatto vincere al Napoli i suoi primi due scudetti, non soltanto ha portato quasi da solo l’Argentina alla vittoria nel Mondiale messicano del 1986 e in finale nel Mondiale italiano del 1990. Maradona è l’eroe maledetto, che cade nella droga, poi risorge, e cade di nuovo. È l’uomo del popolo cui viene perdonato tutto. È il ribelle che va da Fidel Castro e si tatua il volto del Che. Incarna lo spirito rivoluzionario o comunque populista dell’America Latina, la rivolta dei poveri contro i ricchi; infatti ha sempre detestato gli Stati Uniti d’America, e negli Usa ha conosciuto la sua caduta, la squalifica al Mondiale 1994 dopo l’ultimo gol alla Grecia. Come tutti gli eroi, non poteva invecchiare.Tutto questo non contraddice l’affermazione secondo cui Lionel Messi sia — depurata la classifica da Maradona, che in quanto mito è inclassificabile — il calciatore più forte di sempre. La sua continuità è impressionante. La sua velocità, la sua tecnica, la sua capacità di scannerizzare il campo, di vedere cose che altri non vedono, di far sembrare facili cose che altri non riescono neppure a pensare, resteranno per sempre. Ricordando che ogni generazione ha avuto il suo campione, e se per mio zio il più forte resta Pelè, mio padre sosteneva che il più forte fosse Alfredo Di Stefano.















