Quel 24 giugno del 1937 a Foggia non nasceva solo un uomo, ma un pezzo di storia della musica italiana. Renzo Arbore spegne oggi le sue 89 candeline: in questi anni sono state tante le vesti indossate dall’artista, ma quella che non ha mai tolto è proprio quella di foggiano. Il legame con la sua città natale è sempre stato molto forte, al punto che qualche settimana fa ha annunciato che tutti i preziosi gilet collezionati in giro per il mondo sarebbero stati donati a “Casa Arbore", il museo che presto nascerà nella zona centrale della sua città. Una vita fatta di musica, ma anche di show, televisione, radio: Renzo Arbore, nei suoi 89 anni, ha vissuto tante vite. E tante altre le ha plasmate, scoprendo e lanciando personaggi come Roberto Benigni, GeGè Telesforo, Marisa Laurito e persino Lucio Battisti. E a lungo ha lavorato affinché la tradizione musicale partenopea venisse conosciuta e apprezzata in tutto il mondo: 1.600 concerti, con quel sound jazz-rock che si è trasformato nel suo marchio di fabbrica.

Tra le vesti indossate c’è anche quella di cavaliere di Gran croce dell’ordine al merito della Repubblica Italiana, onorificenza conferita da Sergio Mattarella nel 2022, e anche di dottore honoris causa in clarinetto. È stata la sua città a volerlo omaggiare del titolo nel 2024: Arbore è sempre stato un amante del clarinetto, e nel 1989 lo ha dimostrato a tutti, dedicando allo strumento il brano che arrivò al secondo posto del Festival di Sanremo. Ma se la sua città non ha mai smesso di onorare quel personaggio così iconico, anche lui non è stato da meno. “Casa Arbore” sarà un regalo per la sua città: un contenitore culturale che accoglierà la vastissima collezione di modernariato dello showman - tra cui, appunto, i 1600 gilet - permettendo a chiunque voglia conoscere la storia del maestro di poterlo fare visitando, a Foggia, il museo permanente.