Dopo i data center, i chip e l'energia elettrica, la corsa all'intelligenza artificiale sta facendo lievitare anche il valore di un componente di cui si parla poco ma senza il quale ChatGPT, Gemini o Claude non potrebbero funzionare: la memoria. Per questo il produttore sudcoreano di semiconduttori SK Hynix ha annunciato una maxi quotazione negli Stati Uniti da 29,4 miliardi di dollari, data da segnare sul calendario il 10 luglio. Come racconta Bloomberg, se l'operazione andrà in porto alle condizioni previste, sarà una delle più grandi offerte pubbliche iniziali della storia, paragonabile per dimensioni a quella di Saudi Aramco del 2019.

Ma perché un'azienda che produce memoria per computer ha bisogno di raccogliere una cifra così enorme? Perché la corsa all'intelligenza artificiale non richiede soltanto processori sempre più potenti, ma anche sistemi in grado di trasferire enormi quantità di dati a velocità elevatissime. L'operazione si inserisce in una stagione straordinaria di mega-IPO: SpaceX ha appena completato la più grande offerta pubblica iniziale della storia, Alphabet punta a raccogliere 85 miliardi di dollari per finanziare i suoi piani sull'AI, e anche Anthropic e OpenAI potrebbero quotarsi entro la fine dell'anno.