Aggiungi come fonte la Gazzetta del Sud

Riccardo Coglitore aveva 15 anni, era a bordo della sua moto quando uno scontro con un’automobile gli ha tolto la vita. Un’altra vita spezzata sulle strade di Messina, e l’ennesimo promemoria che storie come questa accadono con una frequenza che non è più possibile ignorare.Vittime stradali tra i giovani: un trend in crescita

Quella di Messina non è una tragedia isolata, è parte di un fenomeno nazionale che mostra segnali allarmanti, soprattutto tra i più giovani. In Italia il numero complessivo di vittime stradali è in lenta diminuzione, ma tra i giovanissimi il trend inverte la rotta. Nel 2024, le vittime stradali tra i 15 e i 17 anni sono quasi raddoppiate in un anno, e anche i feriti nella stessa fascia d’età sono aumentati. La Sicilia, in questo quadro, aggiunge un’ulteriore preoccupazione. Mentre in Italia il numero complessivo di vittime stradali è diminuito rispetto al 2019, nell’isola è aumentato significativamente. Un dato in controtendenza rispetto al resto del paese, sul quale occorre interrogarsi e che la scomparsa di Riccardo ha riportato, come spesso accade, al centro dell’attenzione.

Le due ruote restano il mezzo più pericoloso: 830 morti tra i motociclisti nel 2024, il 13,1% in più rispetto all’anno prima. Mentre per quasi tutte le altre categorie di utenti della strada i numeri migliorano, chi viaggia su moto e scooter va nella direzione opposta: dal 2019 ad oggi le vittime sono aumentate quasi del 20%.La consapevolezza oltre la formazione