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Un ragazzo d'oro, uno di quelli che sanno lasciare il segno con educazione e rispetto, che riescono a distinguersi per il sorriso contagioso, per l'altruismo, per l'energia e la vitalità. Chi lo ha conosciuto lo descrive così, con parole che risuonano quasi retoriche, ma che sono le uniche che raccontano chi era Riccardo Coglitore, il giovane che in un sabato sera di inizio estate ha trovato la morte mentre era in sella alla sua nuova compagna di avventure e divertimento, quella moto da cross di piccola cilindrata che i suoi genitori gli avevano regalato per premiarlo dopo un primo anno di scuola superiore, all’Istituto Verona Trento, chiuso in modo brillante.
Riccardo amava la musica, una delle sue passioni era il rap, i pezzi di Marracash e Kid Yugi erano le colonne sonore delle sue giornate e spesso dei suoi post sui social. Studiava, cantava, recitava, aveva iniziato a cimentarsi nella danza. Proprio in questo anno aveva iniziato a frequentare l’accademia On Stage e i suoi maestri Paride Acacia e Sarah Lanza hanno faticato a mettere insieme le idee: «Riccardo era gioviale, positivo, propositivo, un ragazzo capace di fare gruppo, la sua presenza si faceva sentire. Negli ultimi tempi arrivava in accademia con il suo casco fiammante, orgoglioso e felice come solo a 15 anni si può essere», dice Paride Acacia che stava lavorando, insieme alla classe di musical che Riccardo frequentava, alla messa in scena di Grease. Riccardo avrebbe interpretato uno dei “ribelli” della T-Birds. Adesso però sembra tutto senza senso.









