Cari ragazzi della Prima E Informatica, purtroppo la conclusione di questo primo anno scolastico è stata segnata dalla drammatica scomparsa di Riccardo. Un evento tragico che ha profondamente colpito tutti noi, lasciando un segno indelebile nei nostri cuori e nella vita della nostra comunità scolastica. Quando una vita così giovane si spegne improvvisamente, le parole sembrano non essere mai sufficienti. Eppure, proprio nei momenti più difficili, sentiamo il bisogno di ricordare, di custodire e di raccontare ciò che una persona ha lasciato nel cuore degli altri. Riccardo è stato un alunno che, oltre a svolgere con responsabilità il ruolo di rappresentante di classe, si è distinto per la sua unicità. La sua presenza nella Prima E Informatica era carismatica e significativa. Il suo sorriso, la sua giovialità e la sua capacità di strappare una risata anche nei momenti più difficili hanno lasciato un ricordo indelebile nel cuore dei compagni e dei docenti. Ha accolto con convinzione la proposta educativa della scuola, vivendo l'esperienza scolastica non da spettatore, ma da protagonista. Ha attraversato questo primo anno con entusiasmo, partecipazione e desiderio di mettersi in gioco. Nel suo percorso ha saputo dimostrare che dagli errori si può imparare, crescere e maturare, offrendo a tutti noi una preziosa testimonianza di umiltà e determinazione. Accanto all'impegno nello studio, Riccardo ha saputo valorizzare i propri talenti. La sua passione per il rap e per la recitazione, espressa con entusiasmo durante il Talent promosso dalla nostra scuola, è stata una chiara manifestazione della sua creatività, della sua sensibilità e della sua voglia di comunicare agli altri ciò che portava nel cuore. Di fronte a una perdita così dolorosa, la frase evangelica «Io sono la risurrezione e la vita» (Gv 11,25) ci offre una luce capace di illuminare anche le ore più buie. Una promessa forte e consolante che continua a parlare all'uomo di ogni tempo, invitandolo a non cedere alla disperazione, ma ad aprirsi alla speranza che nasce dalla fede. Come docente di Religione, desidero invitarvi a non avere paura del dolore che state vivendo. La tristezza, le lacrime, il senso di vuoto e le domande che affiorano in questi giorni sono parte di un percorso umano che merita rispetto e ascolto. Ricordare Riccardo significa anche continuare a portare avanti il meglio di ciò che lui ha saputo condividere con voi: l'amicizia, l'entusiasmo, la capacità di sorridere e di credere nei propri talenti. Questo tragico evento ci pone oggi davanti a un compito importante e a una grande responsabilità: custodire il ricordo di Riccardo. Nelle lezioni, nelle attività scolastiche e nei momenti che condivideremo negli anni futuri, avremo il dovere morale di portarlo con noi. Riccardo continuerà a essere parte della nostra classe e del nostro cammino. Lo accompagneremo nel ricordo delle sue parole, dei suoi gesti, del suo entusiasmo e del contributo che ha saputo offrire a ciascuno di noi, almeno fino all'agognato traguardo del diploma. Riccardo non sarà dimenticato. Averlo incontrato e aver condiviso con lui un tratto del nostro cammino è stata una ricchezza preziosa. La sua vita ci insegna quanto sia importante vivere autenticamente l'amicizia, sostenersi reciprocamente e condividere i pesi gli uni degli altri. Conserviamo nel cuore la gratitudine per il tempo trascorso insieme a lui e facciamo in modo che il suo ricordo continui a generare bene, unità e speranza nella nostra classe. Con tanto affetto e in memoria di Riccardo,Giorgio Infantino