Lunghe file sotto il sole davanti agli Uffizi di Firenze. Non per una mostra evento o per un’affluenza straordinaria di visitatori, ma per il caldo. Le temperature eccezionali che stanno investendo gran parte dell’Europa hanno infatti messo in difficoltà l’impianto di condizionamento della celebre galleria fiorentina, costringendo la direzione a contingentare gli ingressi e a sospendere la vendita dei biglietti per l’intera giornata. Mentre i tecnici lavorano per ripristinare il sistema, l’episodio assume un valore simbolico: il cambiamento climatico non sta modificando soltanto le nostre abitudini quotidiane, ma anche il funzionamento dei luoghi della cultura.

Il caso degli Uffizi non è isolato. Poche ore prima, in Francia, l’ondata di caldo aveva già costretto due tra i monumenti più visitati d’Europa a rivedere i propri orari. La Torre Eiffel ieri ha è stata chiusa alle 16, anziché dopo la mezzanotte, mentre il Louvre ha deciso di abbassare le serrande due ore prima del previsto per diversi giorni consecutivi. Il motivo è semplice e allo stesso tempo inquietante: edifici storici progettati in epoche climaticamente diverse faticano oggi a reggere l’impatto di temperature sempre più elevate e persistenti.