Il ricorso di Alibaba contro il Dipartimento della Difesa statunitense si inserisce in un quadro che va oltre la singola controversia legale. La designazione della società nell’elenco delle imprese legate alla sfera militare cinese riflette l’evoluzione della competizione tra Stati Uniti e Cina, sempre più centrata sulle infrastrutture digitali. Non è solo una disputa giuridica, ma un tassello della ridefinizione del rapporto tra tecnologia e potere globale. La riflessione di Pasquale Preziosa e Claudio Caldarola
Per oltre trent’anni la globalizzazione ha alimentato l’idea che commercio, innovazione tecnologica e sicurezza nazionale appartenessero a sfere distinte. Oggi quella separazione appare sempre più difficile da sostenere. La crescente competizione strategica tra Stati Uniti e Cina sta infatti trasformando le grandi piattaforme tecnologiche in attori geopolitici, collocati al confine tra economia, innovazione e sicurezza nazionale.
Il ricorso promosso da Alibaba contro il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti va letto secondo questa prospettiva. La vicenda non riguarda soltanto una delle più importanti aziende tecnologiche cinesi in quanto rappresenta un nuovo capitolo della più ampia competizione per il controllo delle infrastrutture digitali, dei dati, del cloud computing e dell’intelligenza artificiale, elementi sempre più centrali nella ridistribuzione del potere internazionale.















