Con il continuo calo dei prezzi del petrolio, il benchmark internazionale Brent ha toccato mercoledì pomeriggio per breve tempo livelli inferiori a 74 dollari al barile, dopo essere sceso sotto i 75 dollari a metà giornata per la prima volta dall’inizio della guerra con l’Iran, il 28 febbraio.
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La fiducia degli investitori è stata rafforzata dall’aumento del traffico di petroliere nello Stretto di Hormuz e dai progressi nei colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran. Restano però irrisolte le divergenze su ispezioni nucleari e sanzioni, sollevando interrogativi sulla tenuta dell’accordo.
Nel frattempo, i transiti nello Stretto di Hormuz stanno gradualmente riprendendo dopo mesi di interruzioni, anche se il traffico resta al di sotto dei livelli precedenti alla guerra, hanno sottolineato gli analisti.
Prima del conflitto, nello Stretto di Hormuz transitavano circa 125-140 navi al giorno, inclusi all’incirca 20 milioni di barili di petrolio e prodotti petroliferi quotidiani, pari a circa un quarto del commercio mondiale di greggio via mare.







