La 67ª edizione della TOP500 dei supercomputer più potenti al mondo è stata presentata nell’ambito della conferenza ISC 2026 ad Amburgo, in Germania. LineShine, un sistema precedentemente non in classifica e installato in Cina, è ora indicato al primo posto, scalzando El Capitan come supercomputer più potente del pianeta secondo il benchmark High Performance Linpack (HPL).

LineShine è arrivato a 2,198 Exaflop/s su HPL — circa l’80% del suo picco teorico di 2,736 Exaflop/s — diventando così il primo sistema della TOP500 a superare i due exaflop di prestazioni sostenute in doppia precisione utilizzando esclusivamente CPU.

Installato presso il Centro Nazionale di Supercalcolo di Shenzhen (NSCS) e realizzato dal Centro di Cloud Computing di Shenzhen, il sistema si basa su un processore cinese personalizzato e sulla piattaforma “LingKun”: 13,79 milioni di core distribuiti su processori LX2 da 304 core a 1,55 GHz, collegati dall’interconnessione proprietaria LingQi e con sistema operativo Kylin OS.

Foto di CHUTTERSNAP su Unsplash

LineShine assorbe circa 42,2 megawatt di potenza, per un’efficienza di 52,07 Gigaflops/Watt. Per la prima volta un sistema cinese guida la classifica TOP500, e conquista anche la prima posizione nella classifica HPCG con 22,00 HPCG-Petaflop/s. Nel benchmark a precisione mista HPL-MxP, LineShine arriva a 7,92 Exaflop/s piazzandosi al quarto posto; un incremento di velocità di 3,6 volte rispetto al punteggio HPL, un dato comparativamente modesto tenendo conto che si tratta di un’architettura basata esclusivamente su CPU, senza acceleratori dedicati alla bassa precisione.