L'Oversight Board di Meta ha ordinato all'azienda di rimuovere da Instagram un video generato con l'IA che sessualizzava una donna, ribaltando la decisione con cui Meta lo aveva lasciato online. Il comitato indipendente ha stabilito che il contenuto violava il divieto di immagini intime non consensuali e ha accompagnato la pronuncia con una serie di raccomandazioni per rafforzare le tutele delle persone comuni, quelle che non sono figure pubbliche, contro i deepfake sessuali. Il caso nasce da un video di otto secondi pubblicato a settembre 2025, in cui una donna sistema un vestito aderente con l'intimo visibile in alcuni fotogrammi. L'utente che ha portato il contenuto davanti al comitato ha dichiarato che nel video veniva impersonata una sua amica senza il suo consenso, la quale aveva gi� chiuso il proprio account. Due utenti avevano segnalato il post a Meta, che non lo aveva rimosso. Uno dei due aveva fatto appello all'azienda senza ottenere nulla, poi si era rivolto all'Oversight Board. Solo quando il comitato ha sollevato il caso, Meta � intervenuta limitandosi per� a rendere il contenuto visibile ai soli adulti e concludendo che non meritava la rimozione secondo i Community Standards. L'azienda ha spiegato che, al momento della segnalazione, non vi erano indicazioni che la persona ritratta fosse reale, perch� la diretta interessata non aveva segnalato l'accaduto: tra gli elementi di assenza di consenso che Meta riconosce ci sono l'auto-segnalazione della vittima, didascalie dal contesto vendicativo, le richieste delle forze dell'ordine o di partner fidati. Cosa cambia per chi non � famoso Nella sua decisione, il comitato ha trovato che il contenuto soddisfaceva tutti e tre i criteri previsti dall'Adult Sexual Exploitation Policy: materiale non commerciale in un contesto apparentemente privato, una donna ritratta in condizioni di quasi nudit� e l'assenza di consenso. Da qui l'ordine di rimozione e un pacchetto di raccomandazioni. Il comitato chiede a Meta di aggiungere un nuovo segnale di assenza di consenso: il fatto stesso che il contenuto sia un'impersonazione sessualizzata generata dall'IA di una persona reale, perch� un'impersonazione del genere � non consensuale per definizione. Raccomanda inoltre di permettere agli utenti di designare dei connected accounts, cio� amici fidati, familiari o associati verificati che possano segnalare per loro conto potenziali abusi. Infine, l'impersonificazione sessuale prodotta dall'IA dovrebbe diventare una categoria a s� nei moduli di segnalazione e appello, distinta da molestie o nudit�, e quei moduli specializzati dovrebbero essere disponibili ovunque: oggi solo i residenti di Texas e Florida hanno accesso a un modulo che elenca i deepfake intimi tra i motivi di segnalazione. Pesa anche un dettaglio sul funzionamento interno della moderazione. Il sistema automatico di Meta che individua i contenuti potenzialmente dannosi e ad alta probabilit� di diventare virali aveva intercettato il post gi� il giorno dopo la pubblicazione, ma non lo aveva inoltrato in via prioritaria alla revisione umana. Il quadro normativo e i precedenti Il comitato inserisce la vicenda in un contesto regolatorio in movimento: India, Regno Unito e Spagna stanno introducendo nuove regole per le piattaforme sui contenuti generati dall'IA, l'Unione Europea ha raggiunto un accordo per vietare i sistemi che producono materiale sessualmente esplicito non consensuale, comprese le app di "nudificazione", mentre X � finita sotto esame per le immagini esplicite generate dai suoi chatbot. Tornano anche raccomandazioni gi� avanzate in passato, come sostituire i termini ambigui delle policy con riferimenti espliciti alla non consensualit� e implementare su larga scala i content credentials dello standard C2PA, rendendo visibili agli utenti i dati di provenienza. Non � la prima volta che il comitato richiama l'azienda: a met� 2025 aveva definito l'applicazione delle regole di Meta incoerente e ingiustificabile, e a marzo 2026 le aveva chiesto di creare una regola dedicata ai contenuti IA, separata da quella sulla disinformazione, dopo un'indagine su un video che mostrava presunti danni a edifici a Haifa. Meta � tenuta a rispondere alle raccomandazioni, ma non a metterle in pratica: se sceglier� di adottarle, sar� il comitato a monitorarne l'attuazione.