La moda torinese si muove attorno a giovani passioni. In questo clima c’è chi, a solo 18 anni, ha già registrato un proprio marchio, organizzato sfilate e vestito artisti del panorama musicale come Gloki e Tony Boy. E chi, ancora studente, è stato scelto dal liceo Passoni per uno spazio speciale nella sfilata di fine anno, riconoscimento che premia un talento in piena crescita. Due storie diverse, unite dalla stessa passione: la moda come linguaggio e identità. Andrea Torrielli, il suo marchio è già realtà Per Andrea Torrielli tutto comincia nel 2022. Oggi ha 21 anni ma il suo viaggio inizia a 16 quando decide di utilizzare i social far conoscere i primi capi. «Ho preso alcuni vestiti che avevo da tempo e ho iniziato a modificarli. Volevo capire come costruire qualcosa di mio». La passione arriva dalla famiglia: «Mio padre era interessato al lato sartoriale, mia madre aveva fatto per un breve periodo la modella e mio fratello era appassionato di streetwear. In casa si respirava moda e sono stato contagiato».

Nel 2023 organizza la sua prima sfilata in occasione del diciottesimo compleanno. Un evento che segna l'inizio di un percorso sempre più professionale. Nel 2024 arriva la registrazione ufficiale del marchio, quando è ancora diciottenne, e pochi mesi dopo arriva la prima sfilata ufficiale al Museo Lavazza. «Sentivo il bisogno di trasmettere quello che avevo imparato. Ho gestito personalmente la realizzazione dell'evento aiutandomi con le entrare che avevo grazie al mio lavoro. È stato un investimento importante, ma anche una grande occasione».Da quel momento il brand ATLabs inizia a farsi conoscere davvero, arrivano collaborazioni con negozi torinesi e nuove opportunità. La sua filosofia si basa sull'unicità dei capi. «Quasi tutti i miei lavori sono pezzi unici che raccontano la persona che lo indossa». A novembre 2024 arriva il riconoscimento della Cna come artista emergente. Un risultato che accompagna una scelta: «Dopo il diploma mi sono dedicato al mio marchio. Pensavo di iscrivermi a Economia, ma non ho superato il test d'ingresso. Così ho scelto di investire tutte le mie energie nel brand. L'idea di riprendere gli studi però resta».Al centro del suo lavoro c'è anche una riflessione sulla sostenibilità. «Credo che la moda debba veicolare messaggi. La mia generazione deve interrogarsi sul fast fashion e sul consumo veloce. Io lavoro molto sul modificare abiti vintage, penso rappresenti una parte importante del futuro della moda». Molti dei suoi capi sono realizzati interamente a mano: «Cucire a mano è un gesto artigianale che ormai fanno in pochi. Per un pantalone posso impiegare anche due settimane di lavoro». Alberto Pescarmona, dal Passoni i primi passi nella moda Se Andrea Torrielli rappresenta un esempio di chi è riuscito a trasformare la passione in professione, Alberto Pescarmona, classe 2007, è uno dei giovani talenti che stanno muovendo i primi passi nel settore. Lo studente del liceo artistico Passoni è stato tra i protagonisti della sfilata di fine anno dell'istituto, che gli ha dedicato uno spazio speciale.«Mia nonna si cuciva da sola gli abiti per andare a ballare e mi portava delle stoffe con cui provavo a costruire qualcosa. Non ricordo il primo capo che ho realizzato perché ne facevo continuamente» racconta Alberto. La creatività emerge presto anche attraverso piccoli esperimenti casalinghi. «Mio nonno mi aveva regalato una bandiera e con quella mi ero fatto un abito». Già alle scuole medie aveva dedicato la propria tesina alla moda ma il vero salto arriva durante il terzo anno del liceo. «Mi sono comprato una piccola macchina da cucire e ho iniziato a studiare anche attraverso dei video. A scuola ho avuto la fortuna di confrontarmi con persone più grandi che mi hanno consigliato di affiancare corsi professionali al percorso scolastico».