ENEGO (VICENZA) - È un maschio di due anni, identificato come M123, l'orso avvistato nelle scorse settimane sull'Altopiano dei Sette Comuni dove, a Enego, aveva ucciso due capre. L'identificazione dell'esemplare è stata possibile grazie all'analisi genetiche dei campioni biologici raccolti sul posto e processati dalla Fondazione Edmund Mach di San Michele all'Adige (Trento).
L'identificazione M123 è nato nel 2024 e fa parte della popolazione trentina di orsi, dove era già stato campionato nel 2025 in Val di Sole. Lo fa sapere la Regione Veneto. Quando l'orso uccise le capre a Enego, grazie a una fototrappola e al monitoraggio della Polizia provinciale l'animale era stato ripreso mentre tornava nel recinto per consumare una carcassa, dileguandosi poi nel bosco dopo essersi accorto degli osservatori. Il punto dell'avvistamento distava circa 11 chilometri dall'ultimo rilievo, a dimostrazione della grande mobilità dell'esemplare.Il monitoraggio L'assessore regionale all'agricoltura, Dario Bond, ha ringraziato la Fondazione Mach e la Provincia autonoma di Trento per la collaborazione, ricordando che la presenza dell'orso in Veneto resta un fenomeno sporadico legato alla dispersione di giovani maschi. «Un sentito ringraziamento alla Fondazione Edmund Mach per il prezioso lavoro di analisi genetica che ha consentito di comprendere la provenienza dell'animale e di confermare l'ampia mobilita di questi grandi carnivori - commenta Bond -. Un ringraziamento va anche alla Provincia autonoma di Trento per il costante scambio di informazioni e per il rapporto interistituzionale ormai consolidato. Soprattutto nella gestione dei grandi carnivori e fondamentale collaborare tra Regioni e territori confinanti per disporre di una mappatura precisa della struttura e della distribuzione delle diverse popolazioni». «Sono in corso continui monitoraggi nelle aree interessate dai precedenti avvistamenti da parte della Polizia provinciale di Vicenza in coordinamento con gli uffici competenti della Regione del Veneto, per seguire gli spostamenti dell'animale e raccogliere ulteriori elementi utili alla gestione della sua presenza sul territorio. Ogni segnalazione circostanziata da parte dei cittadini può risultare utile per seguire gli spostamenti dell'animale e contribuire alle attività di controllo e monitoraggio della fauna selvatica. Raccomandiamo di mantenere comportamenti corretti nella gestione di rifiuti, fonti alimentari, animali domestici e strutture zootecniche, evitando di creare situazioni che possano attrarre la fauna selvatica in prossimità delle aree abitate».







