Milano, 24 giu. (askanews) – Le Donne del Vino chiedono un nuovo patto tra produttori e ristoratori per difendere il valore del vino italiano, rafforzare il legame tra carte dei vini e territori e sostenere, anche con un credito d’imposta, chi sceglie di inserire in carta i vini e i prodotti Dop del proprio territorio. La proposta è emersa alla Convention nazionale dell’associazione, ospitata in Emilia-Romagna, dove il confronto con istituzioni e operatori ha messo al centro il ruolo delle Denominazioni come leva economica, culturale e turistica.
Il tema si colloca in una fase segnata dal calo dei consumi, dai cambiamenti negli stili di vita e dalla crescente concorrenza internazionale. “Le Donne del Vino ritengono che la ristorazione possa diventare il primo ambasciatore delle denominazioni italiane, valorizzando le produzioni regionali e contribuendo a raccontare l’identità dei territori attraverso il vino” ha affermato la presidente nazionale Daniela Mastroberardino, riportando il confronto su uno dei punti oggi piu sensibili per la filiera: la presenza del vino italiano nei luoghi in cui si forma la percezione del suo valore.
La proposta è stata raccolta dall’assessore all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, Alessio Mammi, che ha legato il tema alla tenuta economica delle aree rurali e alla promozione del consumo consapevole. “Il turismo delle Dop e delle Igp è uno dei principali strumenti di sviluppo delle aree rurali e il vino rappresenta una vera infrastruttura territoriale – ha detto – Per sostenere il settore servono nuove politiche europee e nazionali. Per questo abbiamo avanzato cinque proposte alla Commissione europea e riteniamo utile aprire una riflessione anche su strumenti innovativi di incentivo ai consumi di qualità, come un credito d’imposta per i ristoratori che mettono in carta i vini e i prodotti Dop del proprio territorio, capace di sostenere la filiera e promuovere il consumo consapevole”.







