Il Regno Unito, che come si sa non si estende su un territorio soleggiato quanto quello italiano, sta vivendo un nuovo, straordinario boom per quel che riguarda energia solare, trainato in modo importante dalle installazioni domestiche e dalle dinamiche di mercato più che dai sussidi statali su cui possono fare affidamento cittadini e imprese. Durante l’ondata di calore che ha colpito l’Europa in questo finale di giugno, in coincidenza con il solstizio d’estate, la produzione dei pannelli fotovoltaici sui tetti si è rivelata perfettamente complementare alla domanda di raffrescamento. Come segnalano i ricercatori del think tank britannico Ember, una tipica abitazione inglese dotata di un impianto solare ha generato un quantitativo di elettricità pari a oltre 5 ore di utilizzo giornaliero di aria condizionata a costo zero. Estendendo questo dato agli 1,9 milioni di case che attualmente ospitano pannelli fotovoltaici nel Paese, si calcola che siano stati prodotti l’equivalente di 10 milioni di ore di condizionamento da fonte rinnovabile per ciascun giorno di caldo estremo. Questo exploit assume una rilevanza cruciale se si considera che, secondo i consulenti climatici del governo, circa un quarto degli edifici britannici richiederà sistemi di climatizzazione attiva nel prossimo futuro a causa del riscaldamento globale, rendendo l’autoconsumo green una risorsa indispensabile per la sostenibilità e la resilienza del sistema paese.
Nel Regno Unito le case con pannelli solari forniscono energia pari a cinque ore di utilizzo di aria condizionata
Il Regno Unito, che come si sa non si estende su un territorio soleggiato quanto quello italiano, sta vivendo un nuovo, straordinario boom per quel che riguarda energia solare, trainato in modo importante dalle installazioni domestiche e dalle dinamiche d









