Per il popolo congolese presente al Mondiale era uno dei momenti più attesi. Michel Kuka Mboladinga, conosciuto universalmente come «Lumumba», ha finalmente fatto il suo esordio sugli spalti della rassegna iridata dopo essere stato costretto a saltare la partita inaugurale della Repubblica Democratica del Congo a causa di un periodo di isolamento imposto dalle autorità sanitarie.
La sua assenza si era fatta sentire. Non è un semplice tifoso, ma una vera e propria icona della nazionale congolese. Con il suo caratteristico modo di sostenere la squadra, spesso immobile per lunghi tratti come una statua prima di esplodere in cori e gesti di entusiasmo, Lumumba è diventato negli anni uno dei simboli più riconoscibili del tifo africano.
Il ritorno è avvenuto nella sfida contro la Colombia e la sua presenza non è passata inosservata. Fin dai minuti precedenti al calcio d'inizio, telecamere e fotografi hanno cercato il volto del «tifoso-statua», diventato ormai una piccola celebrità internazionale. Ma il momento più curioso si è verificato al termine del primo tempo.
Mentre si dirigeva nelle aree riservate ai sostenitori, Lumumba è stato circondato da decine di tifosi colombiani che hanno voluto immortalarlo con selfie e fotografie. Una scena che ha attirato l'attenzione di molti presenti e che racconta meglio di qualsiasi risultato lo spirito di un Mondiale capace di unire culture e passioni diverse.











