Un volo inizialmente pubblicizzato a 16 euro può arrivare a costarne 82 al momento del pagamento. È il meccanismo dello “specchietto per le allodole” su cui si basa l’attuale modello delle compagnie aeree low cost: attrarre i viaggiatori promuovendo biglietti a tariffe stracciate, spesso a 5 o 9 euro, per poi far lievitare sistematicamente la spesa durante le varie fasi della prenotazione online. Il prezzo base, infatti, copre ormai esclusivamente il trasporto essenziale del passeggero. Ogni altra necessità — dal portare un semplice trolley in cabina all’imbarco di una valigia da stiva, fino alla scelta del posto a sedere — viene scorporata e venduta come servizio accessorio a pagamento, rendendo di fatto impossibile viaggiare alla cifra promessa nella schermata di ricerca iniziale.

L’indagine: rincari medi del 316%

Per quantificare l’impatto dei supplementi, Altroconsumo ha simulato l’acquisto di 60 voli operati dalle cinque principali compagnie a basso costo attive in Italia: Ryanair, EasyJet, Wizz Air, Vueling e Volotea. La simulazione ha preso in esame lo scenario tipico di una breve vacanza: un passeggero che aggiunge alla tariffa base un trolley in cabina, un bagaglio da stiva e la selezione del posto. I risultati indicano che l’aggiunta di questi tre servizi fa salire il prezzo medio di oltre il 200%, con punte che superano il 400%. Il rincaro massimo medio rispetto alla tariffa base ha raggiunto il 316% (in lieve aumento rispetto al 300% registrato nel 2025). In diversi casi, la somma economica dei servizi aggiuntivi ha superato il costo del biglietto stesso.