Condanna a 24 anni del braccio destro Abalos, un pentito accusa il leader Psoe

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Si scrive Abalos, si legge Sánchez. I 24 anni di carcere inflitti dalla Corte Suprema al braccio destro del premier socialista sono un altro duro colpo al governo, dal momento che l'ex ministro si è reso protagonista del più grave scandalo della politica iberica, proprio nelle stesse ore in cui la premier dame Begona Gomez è stata rinviata a giudizio e spogliata del passaporto, per rischio fuga.Ben 10 documenti spiegano la condanna implacabile della Corte Suprema che si abbattono sul sistema-Sánchez, fatto di appalti, favori e secondo le accuse una fitta rete di "ammortizzatori" politici che proteggevano tutte le mosse dei papaveri del Psoe. Gli appalti per l'acquisto di mascherine durante la pandemia di Covid-19 sono alla base dell'aspra condanna per José Luis Ábalos, accusato di avere preso tangenti per indirizzarli, insieme al suo assistente Koldo García Izaguirre, a sua volta condannato a 19 anni. Sulla stampa spagnola troneggiano le foto che immortalano l'incontro tra l'ex ministro e il suo ex consigliere nel gennaio 2024, quando Ábalos era già a conoscenza dell'indagine in corso su Koldo García. In quell'incontro, avvenuto nella sala privata del ristorante di pesce La Chalana a Madrid, l'Unità Operativa Centrale della Guardia Civil (Uco) concluse che Ábalos aveva agito da "intermediario" per la rete che foraggiava. L'ex ministro dei Trasporti del primo e secondo governo Sánchez ha annunciato che impugnerà la sentenza e se necessario farà ricorso alla Corte Costituzionale e alla Corte europea per i diritti dell'uomo.Non solo mascherine, Abalos dopo aver contribuito alla scalata di Sánchez al partito, avrebbe approfittato della sua posizione per agevolare un'organizzazione criminale che ha utilizzato la propria influenza nel governo per orchestrare appalti pubblici e generare un enorme profitto privato. Queste parole dell'ordinanza, pesanti come macigni, danno la cifra dell'operazione, in cui spicca la posizione di Víctor de Aldama, la gola profonda che sta terremotando il partito socialista spagnolo, in quanto le sue rivelazioni potrebbero coinvolgere anche altri nomi che governano il Palazzo della Moncloa. "Pedro Sánchez era informato di tutto", rivela Aldama. Ciononostante, Sanchez non mostra di voler fare un passo indietro, che adesso gli viene chiesto anche dall'opinione pubblica.