C’è Matteo Renzi, che ha “scelto il centrosinistra”. Silvia Salis, poi, possibile federatrice del centro. Ma anche Alessandro Onorato. Che Goffredo Bettini - giura in un’intervista a La Stampa - non sta appoggiando per mettere fuori gioco il leader di Italia viva: “Basta con le ricostruzioni farsesche, interessate o suggerite”.Nel grande dibattito sull’inclusione o meno nel campo largo, per il dirigente Pd, Renzi “deve far parte dell'alleanza democratica, altro che buttarlo fuori. Per quello che può contare, lo dico con convinzione e sincerità”. Ma Renzi da solo non basta, per costruire una gamba centrista che affianchi i 5 stelle, Avs e il Pd. “Ci sono tante altre energie al di là del nucleo già consolidato - dice Bettini -. C’è Ruffini, Maraio, Magi, Onorato e tanti altri. Vanno organizzate e incoraggiate. Onorato è un civico, libero e autonomo. Non agisce contro. Piuttosto intende aggiungere qualcosa in più. Dovrebbe essere lasciato in pace e non mischiato alle presunte, o vere, macchinazioni che in passato hanno pesato negativamente nel campo progressista”.Di fronte alla moltiplicazione di liste/partiti/movimenti di centro, per Bettini la ricetta ottimale sarebbe invece “una sintesi in grado di presentare una sola forza politica di centro, moderna, innovatrice. Del tutto nuova e senza primogeniture”. Silvia Salis potrebbe essere il profilo giusto, per federare? Per l’esponente dem, se la sindaca di Genova “accettasse sarebbe una novità dalla quale non si potrebbe prescindere. Sarebbe oggettivamente una marcia in più per il nostro campo. Per come la percepisco, quel ruolo le sarebbe perfino stretto. È una figura più trasversale, popolare anche a sinistra. Sarebbe da parte sua un gesto di generosità, da apprezzare grandemente. Aiuterebbe, comunque, a vincere”.Ma nell’intervista rilasciata a La Stampa c’è un passaggio anche su Giuseppe Conte. E se fosse il leader pentastellato a occupare lo spazio al centro dell’alleanza? “Non si può racchiudere la politica negli incasellamenti diventati gergali: ‘centro’, ‘sinistra’, ‘moderati’ e così via - sottolinea Bettini -. Conte vuole difendere i valori fondanti del suo movimento; ma tenta una proposta più ampia in grado di parlare a tutti gli italiani. Da qui, l’attenzione su argomenti ‘sensibili’: la sicurezza, gli immigrati, la piccola e media impresa, il fisco. Non è ‘centro’, è buona politica. Come, d’altra parte, prova a fare da qualche anno anche il Pd”.Per Bettini, il centrosinistra non ha bisogno di un papa straniero per federare tutto il campo largo. “Non mi pare manchino nel centrosinistra leader autorevoli, popolari e capaci. O si giunge ad un accordo sul nome, o le primarie sarebbero inevitabili. La questione è il clima di simpatia e amicizia che saremo in grado di determinare. Mi viene da proporre una sorta di documento deontologico, che vincola gli eventuali competitori”.Poi, un passaggio su Giorgia Merloni. Che per il dirigente dem “ha fatto male”. E di fronte agli insuccessi del governo, “sanciti dall’Istat”, “il campo alternativo può vincere, trovando slancio in un più forte vincolo unitario; e in proposte precise, credibili e nello stesso tempo evocative e di speranza. Tuttavia, la destra flette nei sondaggi, ma non crolla. Le ragioni stanno nel suo messaggio metapolitico. Dicono: noi offriamo protezione. Anche se poi i fatti li smentiscono. In modo diverso, questo messaggio lo dobbiamo fare nostro”.
Bettini: "Non possiamo permetterci di perdere Renzi". Salis? "Ci aiuterebbe a vincere"
L'esponente Pd in un'intervista a La Stampa: "Non mi pare manchino nel centrosinistra leader autorevoli, popolari e capaci. O si giunge ad un accordo sul nome,







