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Ruggiero Corcella

La storia di Anna Pongolini racconta una condizione ancora passata «sotto silenzio», spesso associata a patologie oncologiche, neurologiche e cardiovascolari. A Roma, il 26 giugno, esperti a confronto con i pazienti nel Global Summit on Pelvic Health della World Federation for Incontinence and Pelvic Problems

Per Anna Pongolini, originaria dell'Emilia Romagna, tutto è iniziato con un sintomo apparentemente banale. Infermiera professionale, poi caposala e responsabile della formazione, conosceva bene il mondo ospedaliero. Eppure, quando nel 2010 ha iniziato a soffrire di minzioni frequenti e dolore urinario, non immaginava che dietro quei disturbi si nascondesse una patologia ben più grave. «Urinavo spesso e sentivo dolore. Per alleviare il fastidio, su consiglio di farmacisti ed erboristi, decisi di assumere degli integratori a base di mirtillo rosso americano con lo scopo di acidificare le urine. Ne assunsi una grande quantità ma, dopo un breve periodo di miglioramento, il problema si ripresentò. L’esigenza di urinare frequentemente cominciò a condizionare pesantemente la mia quotidianità, sia di giorno che di notte; quando uscivo dovevo stare attenta a non bere e nonostante questo avevo sempre bisogno di andare in bagno».