| 21 Giugno 2026 20:32 |
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COMO (ITALPRESS) – Ogni anno in Italia oltre 14.000 cittadini ricevono una diagnosi di tumore dello stomaco. Nonostante siamo tra i Paesi europei con i migliori risultati in termini di sopravvivenza, quello gastrico continua a generare migliaia di ricoveri, interventi chirurgici complessi, trattamenti oncologici e costi sanitari rilevanti. Eppure, quando si parla di prevenzione oncologica, questo tumore sembra quasi scomparire dai radar. Una contraddizione da cui è nata la riflessione al centro dell’incontro organizzato dal chirurgo oncologo Alberto Vannelli con il patrocinio di Erone onlus e Regione Lombardia che si è svolto a Como il 17 giugno, riunendo specialisti, ricercatori, medici di medicina generale, rappresentanti delle istituzioni ed esperti di nuove tecnologie diagnostiche.
“Le campagne di screening rappresentano la più grande conquista dello stato sociale al pari di acqua potabile e istruzione pubblica – Alberto Vannelli, chirurgo oncologo dell’ASST Lariana Ospedale Sant’Anna e presidente di Erone onlus -; l’opinione pubblica riconosce mammografia, Pap test e ricerca del sangue occulto nelle feci come strumenti che hanno cambiato la storia naturale di importanti patologie oncologiche. Esiste però una domanda che raramente entra nel dibattito: cosa sappiamo dell’Helicobacter pylori? Si stima che oltre il 25% degli italiani conviva con questo batterio. È riconosciuto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità come cancerogeno certo per l’uomo: in oltre il 20% dei casi favorisce l’evoluzione in lesioni pre tumorali. Si stima che solo una percentuale compresa tra l’1% e il 5% svilupperà un cancro nell’arco di 10-20 anni, e questo giustifica la necessità di sorveglianza”.







