La crisi geopolitica in Medio Oriente continua a generare effetti sull’industria automobilistica globale.

Toyota ha deciso di ampliare i tagli alla produzione all’estero, programmando una riduzione di circa 100 mila veicoli entro febbraio 2027 per il rallentamento della domanda provocato dall’impennata dei prezzi dell’energia seguita alle tensioni tra Israele, Stati Uniti e Iran e alle conseguenze sulla navigazione nello Stretto di Hormuz.

Secondo quanto riportato da Nikkei, il costruttore più grande al mondo ha già informato i principali fornitori del nuovo piano produttivo.

La chiusura di fatto della principale rotta mondiale per il trasporto del petrolio ha alimentato un forte aumento dei costi dei carburanti, con ricadute sui consumi e sulle vendite di automobili in diversi mercati strategici, soprattutto in Cina e Medio Oriente.

I nuovi tagli si aggiungono a quelli già annunciati La nuova sforbiciata si somma agli interventi già avviati dal gruppo nipponico nei mesi scorsi.