«È una Unione industriali che ha poco di unione». La sintesi è di Francesco Tavassi, imprenditore della logistica, gruppo Gls, che ha appena comunicato la sua decisione al neo presidente degli imprenditori napoletani, Vittorio Genna: «Non ci sono più le condizioni per restare, vado via dall’associazione». Non è il solo. Ha lasciato anche Mario Mattioli, l’armatore che a maggio ha perso la sfida a due per la poltrona di presidente.
Inizio ad alta tensione del mandato di Genna. Altri potrebbero dire addio da qui al 30 giugno, termine per rinnovare l’iscrizione. E c’è chi non ha confermato, senza motivi polemici: ma perché ha sedi industriali altrove e ha ritenuto «superfluo» restare a piazza de Martiri, non avendo più ruoli nel consiglio di presidenza. È il caso di Carlo Pontecorvo di Ferrarelle che era nella squadra dell’ex presidente Costanzo Jannotti Pecci. Sotto le poltrone di velluto, un’insofferenza serpeggia a Palazzo Partanna. Sul totale di 900 iscritti siamo ancora alla voce smottamenti. Ma le prime dichiarazioni di Genna qualche perplessità l’hanno prodotta tra i colleghi. In particolare quell’attacco in partenza al sindaco Gaetano Manfredi criticando la città dei «cantieri elettorali». Lamentando «mancanza di dialogo», al punto che «nessuno sa cosa succederà a Bagnoli dopo Coppa America». E quella battuta diretta: «Manfredi il mio cellulare ce l’ha. Di certo non posso chiamarlo io».






