C’era una volta un luogo dove l’estate prendeva forma e i sogni dei bambini calabresi diventavano realtà tra spruzzi d’acqua, risate cristalline e giornate che sembravano non finire mai. L’Aquapark di Zambrone è stato il primo parco acquatico del Sud Italia, una perla incastonata nella cornice della Costa degli Dei, a pochi passi dal mare di Zambrone, con lo sguardo rivolto verso Tropea e Stromboli. Oggi, però, quella storia torna nelle carte giudiziarie per un epilogo diverso da quello che per anni ha accompagnato la memoria collettiva di migliaia di calabresi. Il procedimento penale per le ipotesi di bancarotta legate alle società riconducibili alla galassia dell’Acquapark si è chiuso davanti al Tribunale di Vibo Valentia con una dichiarazione di prescrizione.
Il parco che aveva fatto sognare la Calabria
L’Acquapark di Zambrone aprì i cancelli il 13 agosto 1989. Era nato da un’intuizione imprenditoriale della famiglia Mancini, già attiva nel settore turistico e ricettivo con strutture note del territorio vibonese come l’Hotel 501 di Vibo Valentia e il Lido degli Aranci. L’idea era ambiziosa: realizzare il primo grande parco acquatico del Meridione in uno dei luoghi più suggestivi della Calabria. Per diciotto estati, dal 1989 al 2006, l’Acquapark fu molto più di una struttura per il divertimento. Fu una destinazione familiare, una tappa fissa per calabresi e turisti, un pezzo di immaginario collettivo.








