Con l’avvicinarsi delle ferie estive torna un dubbio frequente per molti lavoratori che assistono un familiare con disabilità grave: è possibile collegare i permessi previsti dalla legge 104 al periodo di vacanza?La risposta è sì, ma solo a determinate condizioni. La normativa, infatti, non vieta di utilizzare i giorni di permesso immediatamente prima o dopo le ferie. Il punto centrale, però, non è la vicinanza temporale tra ferie e permessi, ma il motivo per cui questi ultimi vengono richiesti. I permessi della legge 104 non sono uno strumento per prolungare il periodo di riposo, ma una tutela pensata per garantire l’assistenza alla persona con disabilità. Permessi 104 prima o dopo le ferie: quando sono consentiti
Un lavoratore può quindi chiedere uno o più giorni di permesso retribuito prima della partenza o al rientro dalle ferie, rispettando il limite ordinario previsto dalla legge, cioè tre giorni mensili.Non esiste un obbligo di separare necessariamente i giorni di permesso dalle ferie. Tuttavia, il lavoratore deve poter dimostrare che quelle giornate sono state effettivamente utilizzate per assistere il familiare.L’uso dei permessi per finalità diverse - come allungare un viaggio, dedicarsi esclusivamente ad attività personali o trascorrere un periodo di vacanza senza occuparsi della persona assistita - può essere considerato un abuso. La giurisprudenza ha chiarito più volte questo principio. La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 18293/2018, ha stabilito che l’utilizzo dei permessi 104 per esigenze estranee all’assistenza può configurare una violazione degli obblighi del lavoratore e arrivare anche a giustificare il licenziamento.Se il familiare disabile va in vacanza con il lavoratore La situazione cambia quando la vacanza coinvolge anche la persona assistita. Se il familiare con disabilità parte insieme al lavoratore e durante il viaggio o il soggiorno viene garantita l’assistenza necessaria, il ricorso ai permessi può essere considerato legittimo.In questo caso, infatti, la presenza del caregiver non è finalizzata a ottenere giorni aggiuntivi di riposo, ma a continuare l’attività di supporto anche fuori dal contesto abituale. Un esempio pratico riguarda le ferie a cavallo di due mesi: il lavoratore potrebbe utilizzare i tre giorni di permesso disponibili in un mese prima della partenza e altri tre giorni nel mese successivo al rientro. L’assenza complessiva può quindi risultare più lunga, purché ogni giornata di permesso mantenga la sua funzione originaria. Ferie già programmate e necessità di assistenza: prevale la legge 104 Può accadere anche il contrario: il lavoratore è già in ferie, ma nasce improvvisamente la necessità di assistere il familiare con disabilità. In questo caso i permessi previsti dalla legge 104 non vengono cancellati dal fatto che il lavoratore si trovi in vacanza.Le esigenze di assistenza tutelate dalla normativa prevalgono sulle ferie. Il datore di lavoro, infatti, può organizzare il periodo feriale in base alle esigenze aziendali, ma non può impedire la fruizione di un diritto riconosciuto dalla legge. Le ferie eventualmente interrotte potranno essere recuperate successivamente, secondo modalità concordate con il datore di lavoro.I permessi 104 non riducono le ferie maturate Un altro aspetto importante riguarda il rapporto tra permessi e ferie. I due istituti hanno funzioni completamente diverse: le ferie servono al recupero delle energie psicofisiche del dipendente, mentre i permessi 104 servono a garantire assistenza a una persona con grave disabilità. Per questo motivo i giorni di permesso non possono essere sottratti dal monte ferie del lavoratore.La Corte di Cassazione, con l’ordinanza n. 2466 del 31 gennaio 2018, ha chiarito che una riduzione delle ferie in relazione ai giorni di permesso costituisce una violazione delle tutele previste dalla normativa.Malattia, ferie e permessi 104: cosa succede ai giorni spettanti La stessa regola vale nei casi in cui il lavoratore si assenti per malattia, ferie o altri periodi di sospensione del rapporto di lavoro. Secondo le indicazioni della circolare n. 1/2012 del Dipartimento della Funzione Pubblica, tali situazioni non comportano la perdita dei giorni di permesso spettanti al caregiver nel mese.Non è quindi prevista una riduzione proporzionale dei permessi 104 in base ai giorni non lavorati. La regola generale resta una sola: il permesso deve essere sempre collegato alla necessità concreta di assistenza della persona con disabilità.






