“Azienda operante nel settore degli impianti elettrici industriali ricerca un project manager con comprovata esperienza. Retribuzione commisurata alle competenze del candidato”. Oppure: “Lussuoso e prestigioso hotel in zona Forte dei Marmi cerca aiuto cuoco. Si propone contratto full-time per la stagione estiva”. E ancora: “Realtà leader nel settore edile, che opera nella realizzazione delle grandi opere (in particolare AV ferroviaria), cerca geometra di cantiere. Retribuzione da definire in fase di colloquio”. Dal 7 giugno, quando è entrato in vigore il decreto che recepisce la Direttiva Ue sulla trasparenza salariale, non si sarebbero più dovuti leggere annunci di lavoro come questi. Tra le altre cose, infatti, la nuova norma prevede che ai candidati siano date informazioni chiare sul compenso, indicando la retribuzione annua lorda (Ral) iniziale offerta o almeno specificando un range. Il decreto specifica che questi dati devono essere forniti “negli avvisi e nei bandi” con cui sono rese note le opportunità di lavoro, quindi prima ancora che il processo di selezione abbia inizio. Eppure, facendo un rapido giro sulle bacheche delle principali piattaforme online, ci si accorge che a molti datori di lavoro la notizia della direttiva non sembra essere arrivata.