E' destinata a durare a lungo, tanto che potrebbe esaurirsi a fine mese, l'ondata di calore che dal 18 giugno sta attraversando l'Europa meridionale e il Nord Italia. Se finora la parte centrale di questa massa di aria calda proveniente dal Nord Africa ha fatto impennare a livelli da record le temperature in Spagna e Francia, nei prossimi giorni potrebbe spostarsi sull'Italia. A descrivere la situazione è il fisico dell'atmosfera Lorenzo Giovannini, dell'Università di Trento. "Preoccupa che nel medio periodo non si veda la fine di questa ondata calda, potrebbe forse arrivare all'inizio di luglio e si prevedono temperature elevate per tutto giugno", dice l'esperto all'ANSA.

Il meccanismo che genera le ondate di calore è sempre lo stesso ed è nella massa d'aria calda che risale che dal Nord Africa. In questi giorni a spingerla verso l'Europa meridionale è una zona di aria più fresca che si trova sull'Atlantico, al largo del Portogallo, una cosiddetta 'goccia fredda': "è un fenomeno che ogni tanto si verifica e che comporta un processo di compensazione", vale a dire che più la goccia fredda è persistente, più a lungo la massa d'aria calda sarà deviata. La zona centrale di quest'ultima, con al temperatura maggiore, ha toccato Spagna e Francia, ma "nei prossimi giorni si troverà sull'Italia settentrionale, provocando un ulteriore aumento delle temperature atteso in particolare fra domenica 28 giugno e lunedì 30".Come tutte le previsioni, prosegue Giovannini. Anche queste hanno un margine di incertezza, soprattutto per quanto riguarda il processo che metterà fine al fenomeno. Le ipotesi sono due: "è possibile che l'anticiclone africano e la goccia fredda sull'Atlantico si esaurscano gradualmente, oppure l'ondata di calore potrebbe essere spazzata via da una perturbazione atlantica". In questo caso, il contrasto fra ll'aria fredda in arrivo e quella molto calda dell'anticiclone potrebbe generare eventi intensi, come forti venti e grandinate.Se la risalita di aria calda dal Nord Africa è un fenomeno noto, l'elemento nuovo è la sua "crescita lenta e continua, con ondate di calore che diventano sempre più lunghe e intense". In generale, "stiamo andando incontro a fenomeni meteorologici sempre più persistenti, che si tratti di ondate di calore o di episodi di maltempo". Se spesso la lunga ondata di calore in corso viene confrontata a quella del 2003, per Giovannini bisogna considerare che "il caldo del 2003 era stato un evento eccezionale, fuori scala rispetto alle temperature mede di quel periodo, ma adesso la situazione è molto diversa perché stiamo vivendo estati molto calde e tutte simili fra loro: è come se vivessimo tante estati 2003".