Ritorna per il decimo anno il Festival dello Spazio di Busalla, a Villa Borzino, dal 2 al 5 luglio, per offrire nella giornata conclusiva del 5 luglio l’incontro con Meganne Christian, astronauta britannica della Riserva del Corpo degli astronauti ESA: farà uno stop a Busalla, tra un impegno a Londra e uno a Monaco di Baviera. E’ britannica, ma ha anche nazionalità italiana. Ha fatto attività di ricerca in Italia e parla perfettamente la nostra lingua. Meganne racconterà le sue attività e aspettative, risponderà alle domande del pubblico e parteciperà al rito del piantamento di un albero nel parco di Villa Borzino, a ricordo del suo passaggio: la aiuteremo nell’impresa Paolo Nespoli e io stesso, come si conviene tra colleghi. Il Festival dello Spazio 2026 si apre in un clima di ottimismo e… di apprensione. Ottimismo, perché mai come in questi tempi recenti forte è la crescita del settore spazio per l’importanza degli investimenti, per il numero di lanci di satelliti istituzionali e privati, per l’utilizzo diffuso di dati satellitari in applicazioni terrestri, mentre il rilancio della corsa alla Luna e il successo della missione Artemis 2 hanno riacceso la curiosità dei media e della gente. Ma c’è anche apprensione, perché razzi, droni e tecnologie digitali satellitari irrompono nel dibattito pubblico sulla sicurezza, condizionano la competizione geostrategica planetaria e sfidano l’Europa. Fedele alla sua vocazione culturale-divulgativa, attento all’attualità dei programmi nazionali, il Festival propone quest’anno alcuni temi principali di notevole interesse, accessibili al pubblico eterogeneo del Festival: sono la politica governativa e normativa per la promozione delle attività spaziali italiane, l’impegno industriale italiano per le infrastrutture e i servizi utili al ritorno dell’uomo sul nostro pianeta, il racconto di una nuova piattaforma, di nome ROSAIA (Robot Parallelo Continuo a Smorzamento Attivo su Intelligenza Artificiale), voluta da ASI e realizzata da IIT (Istituto Italiano di Tecnologia), per il servizio di satelliti in orbita. Sono i primi passi di un avvicinamento tra mondo spazio e mondo subacqueo che interpretano la geografia del nostro Paese, saldamente collocato in mezzo al Mar Mediterraneo. Per offrire al Festival un filo diretto con i legislatori dello spazio italiano avremo l’onore di ospitare a Busalla Andrea Mascaretti, presidente dell’intergruppo dei parlamentari interessati allo spazio. Si troverà a dibattere con un “agguerrito” stuolo di portatori di interessi legati allo spazio: tra tutti, Alessio Piana, assessore allo sviluppo economico di regione Liguria, Remo Pertica, presidente del distretto tecnologico ligure SIIT, Marco Lisi, membro del cda dell’ASI, Luca di Domenico, leader di un gruppo di “rocket boys” genovesi (brillanti fisici e ingegneri genovesi inquadrati dal loro professore Alessando Bottaro) alla ricerca di un campo di sperimentazione per il loro lanci sperimentali. La strategia USA del programma Artemis per il ritorno alla Luna è cambiata nei mesi scorsi, da quando Donald Trump ha insediato Jared Isaacman alla testa della NASA. Isaacman è un “esterno”, che è stato astronauta privato con un veicolo SpaceX ed è anche un imprenditore di successo e ora ha il compito di riportare gli astronauti americani sulla Luna entro il 2028 e di completare i primi elementi di una base lunare permanente entro il 2030. Nella visione di Isaacman il trasporto Terra-Luna sarà affare delle imprese private SpaceX (Musk) e Blue Origin (Bezos), mentre la NASA dovrà costruire - in collaborazione con i Paesi aderenti al programma Artemis - un'infrastruttura di superficie sulla Luna in grado di supportare una presenza umana continua. Ciò significa produrre l'energia necessaria per sopravvivere nella lunga notte lunare, avviare la logistica di strumenti sofisticati, realizzare una catena di approvvigionamento industriale e una filiera agrotecnica per produrre cibo vegetale in situ in modo da rendere la base più autonoma dal servizio da Terra. L’ASI si è pionieristicamente impegnata nello sviluppo di MPH (Multipurpose logistics Habitat) in sintonia con la NASA; sarà il primo modulo abitativo sulla Luna che Thales Alenia Space di Torino, con la sua filiera di aziende fornitrici hi-tech italiane, si accinge a progettare e realizzare: ne parleranno al Festival Barbara Negri, ASI, vicedirettore scienza e ricerca, e Roberto Angelini, Thales Alenia Spazio, direttore, dominio esplorazione e scienza. Ci sarà al Festival anche il prototipo della serra adattiva spaziale di SpaceV e si fantasticherà su uno studio del Politecnico di Torino che risponde alla NASA “Mars Food Challenge” per la produzione di ottimi menu vegetariani per astronauti marziani e di una fattoria agricola con cucina - le piantagioni e i raccolti programmati con protocolli AI - dotata di ampie serre modulari, derivate dalla serra di SpaceV. Se la Luna (a circa 400 mila km da noi) è la sfida che richiede più coraggio, tecnologie nuove e solido impegno finanziario dei governi, la cosiddetta “zona LEO” è la più “matura” e la più redditizia (Low Earth Orbit, tra 400 e 900 km di quota). L’affollamento di migliaia di satelliti in questa area richiede ormai un servizio in orbita, come il “soccorso stradale” nelle autostrade di terra, capace di rifornire satelliti in avaria, togliere di mezzo carcasse di satelliti morti e rottami flottanti di lanciatori esausti. Ci penserà quindi ROSAIA, di cui al Festival si potrà sapere tutto o quasi e fare selfie con il modello esposto con le sue “grandi braccia”. Dicevo della convergenza “spazio-subacquea” che diventa sempre più concreta e comincia a coinvolgere anche l’ASI: entrambe le discipline si confrontano con ambienti ostili, hanno bisogno di tute sofisticate per le attività umane e usano diffusamente la robotica dove l’uomo rischia troppo o non può arrivare. Al Festival realizzeremo un dialogo telematico su questo tema tra Nunzia Maria Paradiso di ASI a Villa Borzino e Sergio Gamberini, imprenditore di Ocean Reef, in postazione “galleggiante” nella sua base subacquea “Nemo’s Garden” a Spotorno. Ocean Reef, azienda ligure con filiale negli USA, partecipa al mondo spaziale sviluppando le attrezzature subacquee per le vasche dove si simula l’assenza di peso per l’addestramento degli astronauti: la sua partecipazione al Festival richiama ancora una volta il carattere multidisciplinare del “Mondo Spazio” e del nostro Festival a Busalla.