Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiL’astronauta italiano Luca Parmitano è nell'equipaggio della missione Artemis III. Al Johnson Space Center di Houston l'agenzia spaziale statunitense ha svelato i nomi dei quattro astronauti che parteciperanno alla prossima missione del programma internazionale per il ritorno sulla Luna. Sperimenterà nell'orbita terrestre le tecnologie di attracco della capsula Orion. Vdrranno testate anche le nuove tute spaziali, sviluppate dall'azienda privata statunitense Axiom Space con la partecipazione di Prada. L'Agenzia Spaziale Europea è in prima linea nel progetto e fornisce il modulo di servizio che dà energia e propulsione alla navetta Orion. L'Italia attraverso l'Agenzia Spaziale Italiana fornirà un modulo pressurizzato per astronauti da posizionare sulla superficie lunare. Lo sbarco sulla Luna della missione Artemis 4 della Nasa è atteso nel 2028. Parmitano sarà l'unico astronauta non americano a far parte dell'equipaggio. «Sono onorato, l'Italia è la mia rampa di lancio», ha detto l'astronauta commosso.

• La Procura di Roma ha aperto un'indagine per corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio. Sono state eseguite perquisizioni a carico di tre persone, tra cui un 70enne ex presidente aggiunto dalla Corte di Conti Tommaso Miele (in quiescenza dal febbraio scorso), Giacomo Saccomanno già nel cda della società Stretto di Messina Spa e ex commissario della Lega in Calabria, avvocato 71enne della provincia di Reggio Calabria, un imprenditore 65enne reggino, residente a Roma, Vincenzo Virgiglio. L'ipotesi è che ci siano stati tentativi di condizionare l'esame di legittimità sul progetto dell'opera Ponte sullo Stretto di Messina. «Abbiamo accolto con sorpresa le notizie riportate dai media sulle indagini per le quali la società è totalmente estranea. Confermiamo la massima la disponibilità a collaborare con le autorità inquirenti e prenderemo tutte le misure necessarie a tutela degli interessi aziendali e del progetto», ha affermato Pietro Ciucci, amministratore delegato della società Stretto di Messina. «La società prosegue nel suo impegno di realizzare il ponte sullo Stretto con massima trasparenza per adempiere alla missione affidatale dal Parlamento e dal Governo conformandosi a tutti i rilievi espressi dalla Corte dei conti nelle sue delibere così come dettagliatamente definito dal dl 'Commissari' dell'11 marzo 2026». Opposizione all’attacco. «Le notizie che arrivano da Roma sul ponte di Messina, con l'indagine della Procura e le perquisizioni del Ros per corruzione, sono inquietanti e raccontano bene il metodo con cui questa vicenda è stata gestita. Mentre i cittadini calabresi e siciliani viaggiano ancora a passo d'uomo su linee ferroviarie ottocentesche, scopriamo che l'unica 'alta velocità' studiata a tavolino dai signori del Ponte era quella promessa alle carriere di magistrati contabili in quiescenza, pur di blindare un'opera fantasma», ha dichiarato Pasquale Tridico, capo delegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo. "Ricordo a Matteo Salvini e Giorgia Meloni che se pochi mesi fa la Corte dei Conti ha clamorosamente sbarrato la strada a questo ecomostro, negando il visto di legittimità alla delibera Cipess, il merito è stato anche del nostro lavoro al Parlamento europeo. I giudici contabili, nelle loro motivazioni, hanno esplicitamente richiamato i nodi sollevati dalla mia interrogazione parlamentare presentata a inizio 2025 alla Commissione europea. Avevamo denunciato le violazioni delle direttive europee sugli appalti, la spregiudicata alterazione della concorrenza e le macroscopiche carenze sui rischi ambientali. Abbiamo evidenziato i dubbi, la Corte li ha tradotti in una bocciatura clamorosa. Quei 13,5 miliardi di euro stanziati dal Consiglio dei ministri devono essere dirottati sulle vere emergenze del Mezzogiorno».