La missione spaziale testerà nel 2027 le operazioni di attracco in orbita terrestre, in vista dell'allunaggio previsto con Artemis 4. Urso: «Italia parteciperà con "almeno due astronauti" ad Artemis IV»
La Nasa dal Johnson Space Center svela i nomi dei quattro membri dell'equipaggio di Artemis 3, la prossima importante tappa per riportare l'uomo sulla Luna. E fra loro c'è anche l'italiano Luca Parmitano, un veterano dello spazio. L'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea farà parte della missione, prevista nella seconda metà del 2027 e che - è bene specificarlo - non sarà diretta alla Luna ma che è fondamentale per aprire la strada al ritorno sul nostro satellite naturale.
Che cosa prevede Artemis 3In origine, Artemis 3 avrebbe dovuto essere la prima missione di allunaggio del programma Artemis, che mira a stabilire una presenza umana duratura sulla Luna nel corso del prossimo decennio. Ma i ritardi accumulati dalla Nasa e dai partner privati hanno portato a un cambio di rotta.
Alla fine di febbraio il direttore della Nasa, Jared Isaacman ha annunciato un profondo cambiamento del programma Artemis: la missione n.3 non andrà sulla Luna come prevedeva la tabella di marcia originale, ma l'equipaggio testerà le operazioni di rendezvous e attracco in orbita terrestre bassa (a circa 463 chilometri di quota) tra la capsula con equipaggio Orion della Nasa e uno o entrambi i moduli di atterraggio lunare con equipaggio del programma: Starship di Space X e Blue Moon di Blue Origin. Per la prima volta saranno anche testate le nuove tute spaziali sviluppate dall'azienda privata statunitense Axion Space, create con la collaborazione di Prada. Il lancio di Artemis 3 è previsto per la metà del 2027, quindi gli astronauti annunciati oggi avranno un anno di tempo per l'addestramento specifico. Se tutto procederà per il meglio con Artemis 3, la missione successiva, Artemis 4, porterà gli astronauti vicino al polo sud lunare per la fine del 2028, entro la fine del mandato di Trump. Non è ancora chiaro se con con Starship o BlueMoon. Entrambe le aziende private hanno accumulato ritardi ma, dopo l'esplosione del razzo New Glenn il 28 maggio scorso (e soprattutto con la distruzione della rampa di lancio), le cose per Blue Origin si sono ulteriormente complicate anche se Jeff Bezos ha poi annunciato che entro la fine di quest'anno la rampa di lancio sarà ricostruita.










