L'ad di Siena Lovaglio: "Se restiamo indipendenti sarà un bene per il Paese". Orcel: "In Italia siamo spettatori"
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Fuochi d'artificio ieri alla Ceo Conference di Mediobanca, annuale incontro a porte chiuse con le uniche eccezioni degli interventi del ceo di Mps e padrone di casa, Luigi Lovaglio, e del ceo di Unicredit, Andrea Orcel. «Accogliamo con favore l'interesse nei confronti di Montepaschi», ha detto Lovaglio nel corso della sua intervista, la prima dopo l'offerta di Intesa Sanpaolo e la proposta di nozze di Bpm. E poi: «Quando una banca viene riconosciuta anche a livello istituzionale come un gioiello, è chiaro che lo standard di qualsiasi operazione diventa naturalmente più elevato». È però rimasto abbottonato su quale strada verrà presa, anche se è facile dedurre che la via preferita porta a un matrimonio con Piazza Meda per tentare di rimanere in sella alla guida di un gruppo più grande: «Insieme al consiglio di amministrazione siamo pienamente impegnati ad analizzare tutte le opzioni nell'interesse di tutti gli stakeholder e degli azionisti». Il vero messaggio, probabilmente rivolto alle istituzioni, è però arrivato verso la fine ed è praticamente un Sos Golden Power contro Intesa Sanpaolo: il consolidamento bancario, ha detto, «è salutare, ma deve anche garantire che il mercato sia ben servito: è necessario un facile accesso al credito per le famiglie, le piccole e medie imprese e le grandi imprese». Mps «è uno dei più importanti operatori indipendenti e penso che questo sia un bene per il cliente, è un bene per i nostri dipendenti, è un bene per la regione in cui operiamo e, in definitiva, è un bene per il Paese». Lovaglio quando dice questo spera di arrivare all'orecchio del governo e del ministro dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, che è notoriamente attento alla tematica della concessione del credito a imprese e famiglie, cosa che emergeva anche tra le prescrizioni Golden Power alle possibili nozze (poi fallite) tra Unicredit e Banco Bpm. Quanto all'integrazione con Mediobanca, Lovaglio l'ha definita un'opportunità «unica» e di un processo «in linea con le tempistiche attese». A margine dell'intervento di Lovaglio è stato precisato che il bonus da 1 milione relativo al 2025, che gli è stato riconosciuto nel cda di lunedì, ha visto il voto contrario dei consiglieri Maione e De Martini.







