Un inizio d’estate che induce a un cauto ottimismo, pur all’interno di un quadro caratterizzato da flussi altalenanti e nuove abitudini di viaggio che mettono alla prova gli operatori locali. È questa la fotografia scattata da Sergio Brizi, presidente di Confcommercio Volterra, che traccia un primo bilancio sull’andamento della stagione turistica nella città etrusca. "Rispetto al 2025 le premesse per una buona stagione sembrano più favorevoli. Le presenze turistiche di questo primo scorcio d’estate inducono a un cauto ottimismo che però non deve dare adito a facili illusioni, considerando che l’andamento è altalenante e rende molto difficile ogni tipo di programmazione" spiega il presidente di Confcommercio. Il confronto con lo scorso anno pende a favore del momento attuale: "L’inizio dell’estate è promettente, soprattutto se paragonato al giugno 2025 dove il calo delle presenze risultava evidente. Quello che rileviamo è un andamento piuttosto schizofrenico e oscillante dei flussi, dove si alternano giornate veramente intense in quanto a presenze turistiche e giornate di calma piatta. Questo rende oggettivamente difficile il lavoro degli operatori, in particolare per le attività di ristorazione, e presenta un vero interrogativo per il futuro. Tempi e abitudini dei turisti stanno cambiando e le imprese devono essere in condizioni di sapere come e quando si muovono i flussi turistici, magari attraverso studi e dati certi e misurabili, in modo da programmare e strutturare la propria offerta". In queste settimane, un fattore decisivo nello spostamento degli orari di visita è rappresentato dalle temperature elevate. Secondo Brizi, in questo periodo a giocare un ruolo determinante "è sicuramente il clima, visto che il gran caldo non invoglia a frequentare la città durante la giornata e fa sì che i turisti raggiungano Volterra nelle ore serali a partire dalle 19". Le criticità di fondo rimangono comunque legate alle caratteristiche del "noto turismo mordi e fuggi che lascia poco in termini di ricchezza sul nostro territorio e che deve spingere a una più efficace progettazione e promozione turistica del territorio". Nonostante la brevità dei soggiorni, si registra tuttavia una nota positiva sulla qualità dell’interesse dei visitatori. Per quanto riguarda la provenienza geografica, gli stranieri costituiscono attualmente circa il 70% del totale dei flussi. Tra questi, a fare la parte del leone sono i turisti francesi, affiancati da un graduale ritorno dei visitatori in arrivo dalla Germania. Parallelamente, si muove con decisione anche il mercato interno. "Ci sono anche molti italiani in viaggio e Volterra sta rappresentando una meta prediletta – conclude Sergio Brizi – Gli scenari internazionali e i conflitti in corso stanno spingendo molti connazionali a preferire le città d’arte o un turismo locale piuttosto che altre destinazioni".