Ha 39 anni ed è riuscita a trasformare la sua passione nel suo lavoro. L’esordio con l’Accademia L’Arte nel Cuore. Un film accanto a Cortellesi e Gerini. Quest’anno in tournée con I giganti della montagna. «La passione, l’impegno e la determinazione possono aprire strade che spesso sembrano impossibili»*Attrice
Mi chiamo Emanuela Annini, ho 39 anni e sono un’attrice romana con sindrome di Down. La recitazione è sempre stata la mia più grande passione. Fin da quando ero bambina sognavo il palcoscenico e il mondo dello spettacolo, un sogno che con il tempo sono riuscita a trasformare in una vera professione. Il mio percorso artistico è iniziato nella sede romana dell’Accademia L’Arte nel Cuore, una realtà che ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita personale e professionale. La presidente, Daniela Alleruzzo mi ha fatto sentire accolta fin dal primo giorno. Ho iniziato a studiare recitazione, danza e canto, imparando a esprimermi attraverso diverse forme artistiche. Grazie a questa esperienza ho avuto la possibilità di mettermi alla prova negli spettacoli di fine anno accademico, portando in scena diversi musical al Teatro Olimpico di Roma. Quest’anno è stata la volta di un grande classico, I Giganti della Montagna. Insieme agli altri attori dell’Accademia, con e senza disabilità, ho partecipato anche a tournée teatrali che mi hanno regalato emozioni indimenticabili. Nel 2018 è arrivata un’occasione che ha segnato una svolta importante nella mia carriera: sono stata scelta tra i protagonisti del film “Detective per caso”. Sul set ho avuto il privilegio di recitare accanto a Claudia Gerini, Lillo e Paola Cortellesi. Nel film interpreto Giulia, una ragazza brillante, astuta e determinata, con una grande passione per i dolci e per i misteri. Un personaggio nel quale mi sono riconosciuta molto perché, proprio come lei, sono una persona che non si arrende facilmente e che cerca sempre di raggiungere i propri obiettivi.Negli anni successivi ho continuato a lavorare nel mondo dello spettacolo partecipando a film e fiction televisive. Un traguardo di cui vado particolarmente fiera è essere diventata la prima doppiatrice in Italia con sindrome di Down. Un risultato che considero importante non solo per me, ma anche per tutte le persone che desiderano vedere riconosciuto il proprio talento al di là di qualsiasi etichetta. La mia esperienza dimostra che la passione, l’impegno e la determinazione possono aprire strade che spesso sembrano impossibili. Oggi continuo a guardare al futuro con entusiasmo, pronta ad affrontare nuove sfide professionali e personali, con la stessa determinazione che mi accompagna da sempre.









