PIEVE DI SOLIGO - Il Parco del Donatore a Pieve di Soligo è stato scelto per ospitare l’aiuola in memoria di Elisa Campeol, la giovane barista 35enne uccisa da Fabrizio Biscaro nel 2021 mentre stava prendendo il sole sul greto del fiume Piave all’Isola dei Morti a Moriago della Battaglia. Elisa era molto conosciuta in città, dove gestiva insieme alla famiglia l’Eli’s bar di via Pati nella zona del Patean.
Il ricordo L’idea dell’aiuola è nata dopo un incontro tra la famiglia Campeol e il giornalista Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto Diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”. «In quell’occasione - spiega Zabotti -, nella quale non sono mancati momenti di commozione, ho pensato di ricordare Elisa con questa iniziativa in un luogo, il Parco del Donatore, che lei frequentava nelle sue passeggiate. L’amministrazione comunale di Pieve di Soligo ha appoggiato fin da subito quest’idea e ora abbiamo un’aiuola che la ricorderà. La bellezza dei fiori che sono stati piantati è un riflesso del bello che Elisa ha saputo portare nella vita delle persone che ha conosciuto».L’amministrazione pievigina, infatti, ha creduto in questo progetto con la speranza di donare un po’ di conforto alla famiglia Campeol che, da cinque anni, è costretta a convivere ogni giorno con un dolore inimmaginabile. «Abbiamo sostenuto questo progetto - ha affermato il sindaco Stefano Soldan - che onorerà la memoria di Elisa. Non abbiamo voluto un’inaugurazione ufficiale e, dopo la messa di ieri sera, c’è stata la benedizione. È un’aiuola a forma di cuore che abbiamo collocato nel Parco del Donatore. La scelta del luogo è simbolica perché pensiamo sia il più adatto ad ospitarla. Per ora abbiamo piantato dei fiori bianchi, nei prossimi mesi ne inseriremo degli altri».Ieri ricorreva il quinto anniversario della morte di Elisa, una giornata complicata per i suoi genitori, che convivono ogni giorno con la sofferenza per la perdita della figlia, ma anche per i parenti, gli amici e tutte le persone che hanno voluto bene alla giovane. «È sempre difficile tornare con la mente a quei giorni - commenta il padre Eligio Campeol -. Portiamo dentro di noi un dolore immenso e, quando la gente ci chiede come stiamo, il pensiero va subito a Elisa. Ringraziamo il dottor Zabotti e il sindaco Soldan per la vicinanza e per l’iniziativa in memoria di nostra figlia. Era una ragazza che pensava sempre al bene degli altri, la voglio ricordare così».«Sono passati 5 anni - aggiunge la moglie Mirka - ma il dolore è sempre lo stesso e, in qualche giornata, è anche peggio dei primi momenti. Elisa era una ragazza solare, aiutava sempre le persone e amava la vita. Un’altra sua grande passione erano gli animali e con lei siamo sempre stati circondati di cagnolini, tartarughe, uccellini ecc. Insomma, non ci mancava niente e anche adesso abbiamo due pinscher.In questi anni - prosegue la mamma di Elisa - è stato difficile andare avanti, ma abbiamo sentito la vicinanza della comunità di Pieve di Soligo e del Patean che ci ha dato un po’ di conforto. La famiglia di mio marito è molto religiosa e, nei primi due anni dopo la scomparsa di nostra figlia, ogni mese abbiamo partecipato a una messa per ricordarla. Abbiamo evitato altre iniziative o commemorazioni perché, oltre ad essere molto riservati, abbiamo ancora tanto dolore nel cuore e ogni volta è difficile».La madre di Elisa ha apprezzato molto l’iniziativa della locanda “Al Markanto” che lo scorso mese di maggio, in occasione dell’arrivo del Giro d’Italia 2026 a Pieve di Soligo, ha realizzato una vetrina molto originale con le sagome di una bici rosa e di una scarpa rossa per sensibilizzare la gente sul dramma della violenza nei confronti delle donne, oltre ai loro diritti. In un’occasione di festa per la città e per tutto il Quartier del Piave, la titolare Marika Lucchetta ha voluto accendere i riflettori su un argomento che le sta molto a cuore per ricordare Elisa, che era la sua vicina di casa, e tutte le donne che ogni giorno subiscono molestie e violenze.











